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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Nigeria: legge contro unioni gay rischia di condannare i malati di Hiv
Nigeria: legge contro unioni gay rischia di condannare i malati di Hiv
I donatori internazionali potrebbero sospendere i finanziamenti qualora fosse approvato il disegno di legge che prevede il carcere per gli omosessuali
Mercoledì 07 Dicembre 2011
di Diritto di critica
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Il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Nigeria è vietato fin dalla dominazione coloniale britannica. Gay e lesbiche subiscono quotidianamente discriminazioni in pubblico. Che siano di religione cristiana o musulmana, non fa differenza. In alcune regioni del nord del paese, la ‘sharia’ (legge di Dio) è stata applicata per un decennio e prevede, per gli omosessuali, anche la morte per lapidazione. La Nigeria è il paese con il secondo tasso più alto di persone che hanno contratto la malattia: 3 milioni con l’Hiv e altre che non sanno di essere infette. Circa 400mila africani assumono farmaci anti-retrovirali e il 95% della spesa è sovvenzionato da donatori internazionali.

Secondo la proposta di legge approvata al Senato (necessaria per l’entrata in vigore, la seconda lettura alla Camera dei Rappresentanti e poi la firma del presidente Jonathan), le coppie omosessuali che avessero intenzione di sposarsi, rischierebbero la reclusione fino a 14 anni ciascuno. Gli eventuali testimoni, o chiunque volesse aiutarli nel loro proposito, sarebbero condannati a 10 anni. Il disegno di legge punirebbe, inoltre, lo “spettacolo pubblico delle relazioni amorose tra persone dello stesso sesso, direttamente o indirettamente, con 10 anni di carcere”. Potrebbero essere condannati gli appartenenti ad associazioni e organizzazioni di supporto ai gay o ai gruppi di assistenza per l’Hiv e l’Aids. “Lavoriamo con gli omosessuali cercando di ridurre i fattori di rischio – ha detto al Time magazine Meyiwa Ede, della ‘Society for Family Health’ –. Tentiamo di renderli più sani e di insegnarli pratiche di sesso sicuro. Se non potremmo più lavorare con loro, sarebbero più vulnerabili”.

L’amministrazione Obama e la Gran Bretagna hanno stanziato ingenti somme di denaro in Nigeria per le campagne di sensibilizzazione sull’Aids e l’Hiv. Gli Stati Uniti, nell’ambito del ‘Piano d’emergenza per la lotta alla malattia’, hanno donato circa 308 milioni di dollari all’anno alle organizzazioni che si occupano di prevenzione, trattamento e sostegno alle famiglie. La Gran Bretagna spende circa 30 milioni di dollari all’anno in Nigeria, trovando anche partner locali disposti a finanziari progetti per gay ed eterosessuali. Il premier inglese David Cameron ha, recentemente, minacciato di tagliare i sussidi ai paesi che discriminano gay e lesbiche. I governi di Usa e Gran Bretagna stanno monitorando da vicino la situazione, rifiutandosi di commentare, per ora, il disegno di legge in Nigeria.

Il presidente Goodluck Jonathan, sei mesi fa, aveva garantito all’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’impegno del suo governo nella lotta all’Hiv, ma ora le cose stanno cambiando. Il ministro della Salute, Onyebuchi Chukwu, ha detto che il disegno di legge sulle coppie omosessuali non avrebbe ricadute sui finanziamenti statali alle iniziative di contrasto alla malattia. Le associazioni in difesa dei gay e delle lesbiche sostengono da un lato che il disegno di legge rispecchia la diffusa omofobia nel paese, e dall’altro conferma la lontananza della classe politica da quella operaia, indipendentemente dall’orientamento sessuale. (di Alessandro Proietti)

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