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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Arabia Saudita: l'anatema dei religiosi, con donne al volante '- vergini + gay'
Arabia Saudita: l'anatema dei religiosi, con donne al volante '- vergini + gay'
"Niente più vergini" nel regno saudita se sarà permesso alle donne di sedersi al volante. A lanciare l''allarme moralità' sono gli accademici del più importante consiglio religioso dell'Arabia
Sabato 03 Dicembre 2011
di Aki
in Mondo

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Riad - "Niente più vergini" nel regno saudita se sarà permesso alle donne di sedersi al volante. A lanciare l''allarme moralità' sono gli accademici del Majlis al-Ifta' al-A'ala, il più importante consiglio religioso dell'Arabia Saudita, che in un rapporto-choc destinato all'assemblea della Shura mettono in guardia dal concedere alle donne il diritto di guidare. Secondo gli eruditi islamici, questo scatenerebbe la loro voglia di sesso, "incentivando la prostituzione". Non solo, nella monarchia del Golfo ci sarebbero anche "più omosessuali e divorzi". Gli accademici hanno quindi immaginato come sarà la società saudita 10 anni dopo la revoca del divieto di guida alle donne. "Non ci saranno più vergini - scrivono - e aumenteranno i casi di prostituzione, pornografia, omosessualità e divorzio". Il Paese, continuano gli accademici, sarà attraversato da un "declino morale" simile a quello già visto negli altri Paesi musulmani dove alle donne è permesso guidare.

Il professor Kamal Subhi, ex docente dell'Università re Fahd, a dimostrazione di quanto sarebbe 'catastrofico' concedere la patente alle donne, nelle sue conclusioni cita un episodio a lui accaduto in un non meglio precisato Paese arabo. Il professore racconta che si trovava in un bar e di essersi accorto che ad un tratto "tutte le donne" lo stavano fissando. "Una di loro mi ha fatto un gesto per farmi capire che era disponibile - ha spiegato - Questo accadrebbe anche in Arabia Saudita se permettessimo alle donne di guidare".

L'Arabia Saudita oggi è l'unico Paese al mondo dove vige questo divieto, frutto di un'interpretazione della dottrina wahhabita su cui si basa la legge islamica in vigore nel regno di re Abdullah. Le donne sorprese al volante sono soggette a punizioni corporali. Lo scorso settembre, Shaima Jastaniya, una donna di 34 anni, è stata condannata a 10 frustate per essersi messa alla guida di un'auto a Gedda. La sentenza ha sollevato un vespaio di polemiche, al punto che re Abdullah ha preferito venire incontro alle richieste dell'opinione pubblica, annullandola. La legge che vieta alle di donne di guidare continua a far discutere nella monarchia, ma eventuali modifiche incontrano ancora forti resistenze negli ambienti più tradizionalisti e conservatori.

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