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| Inghilterra: 'Mamma, la maestra a scuola non vuole che io sia gay' |
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| “Dice che così il bullo mi lascerà in pace”: storie ordinarie dalle scuole inglesi. Le associazioni per i diritti dei gay si dicono “sconcertate” |
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| Giovedì 03 Novembre 2011 |
| di Giornalettismo |
| in Mondo |
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Il rapporto del consiglio della Contea dell’Essex, in Inghilterra, ha tirato fuori qualcosa di poco chiaro: i bambini nelle scuole della regione che venivano sottoposti a “bullismo”, si rivolgevano agli insegnanti che, invece di aiutarli, li rimproveravano ulteriormente e gli consigliavano di modificare la propria personalità: per capirci, frasi del tipo “dovresti comportarti un po’ meno da gay, mi renderesti la vita più facile”, o anche solo “se non vuoi che la gente se la prenda con te dovresti tagliarti quei capelli”. Insomma, consigli spassionati.
I CASI DI BULLISMO – I risultati dello studio sono sul Daily Telegraph: “Alcuni casi rivelano come gli insegnanti fossero insensibili ai bisogni dei giovani sottoposti a bullismo e affermano che alcuni educatori avevano ricevuto “ben poche nozioni” su come aiutare i ragazzi a superare le sfide di ogni giorno. Se i ragazzi venivano bersagliati dai bulletti sarebbe stata insomma più che altro colpa loro, che si rendevano, con i loro comportamenti, “bersaglio dei bulli”. Insomma, molti dei docenti avrebbero bisogno di seri “corsi di aggiornamento in materia di bullismo”. “Come hanno potuto non pensare al messaggio che hanno dato a questi ragazzi?”, si chiedono gli specialisti che hanno organizzato la conferenza a cui hanno partecipato 250 fra insegnanti e operatori didattici in cui è stato presentato il rapporto.
REAZIONI – Le associazioni per i diritti dei gay si dicono “sconcertate”.
Sono sotto choc. E’ davvero desolante e dipinge un quadro in cui gli insegnanti si tengono le mani in mano e non cercano di difendere i ragazzi che stanno esprimendo le loro differenze.
Così parla un’attivista Lgbt, e la sua opinione, visto il contenuto del rapporto è abbastanza prevedibile. D’altronde i racconti direttamente dalla viva voce dei ragazzi non fanno ben pensare.
“Mi hanno dato fastidio e gli insegnanti non hanno fatto granché. Non è che non volevano, è che non sapevano come fare”.
Così parla un ragazzo di 14 anni. Il comitato dell’Essex che lavora per la lotta al bullismo nelle scuole parla di “necessità di fare di più” e il consiglio dei giovani della regione sta pensando ad un modo per aumentare il lavoro all’interno delle scuole: “Metteremo in campo intelligenze e risorse”. Questo articolo ha ricevuto 2285 visite.
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