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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Belgrado, salta il Gay Pride 2011: si teme per il clima di tensione
Belgrado, salta il Gay Pride 2011: si teme per il clima di tensione
Le violente sequenze del Gay Pride dello scorso anno a Belgrado evidentemente devono essere rimaste ancora impresse nella memoria delle autorità di Belgrado
Sabato 01 Ottobre 2011
di La redazione di Gaynews
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Belgrado – Il sindaco di Belgrado, Dragan Djilas, ha chiesto la cancellazione del Gay Pride di domenica e di tutte le altre manifestazioni in programma nella capitale in questo fine settimana, adducendo motivi di ordine pubblico a causa della "complessa situazione" del Paese. Varie formazioni dell'ultranazionalismo omofobo e xenofobo hanno annunciato contromanifestazioni per domani e domenica e si teme il ripetersi di scontri e disordini come quelli che travolsero il Gay Pride dello scorso anno. (Ansa)

Belgrado - È fuoco che cova sotto la cenere, il malcontento degli ultranazionalisti serbi per la sempre più difficile situazione a nord del Kosovo e così, il sindaco di Belgrado Dragan Djilas ha annunciato oggi l’annullamento del Gay Pride, in programma sabato 1 e domenica 2 ottobre nella capitale serba per motivi di ordine pubblico. Si teme che il rancore accumulato dagli ultranazionalisti serbi possa esplodere nel corso della manifestazione. Il sindaco si augura che la situazioni resti sotto controllo e si appella al generale senso di responsabilità. Le violente sequenze del Gay Pride dello scorso anno a Belgrado evidentemente devono essere rimaste ancora impresse nella memoria delle autorità di Belgrado. Il 10 ottobre 2010, infatti, la manifestazione dell’orgoglio gay si tenne per le strade della capitale serba dopo dieci anni di assenza e dopo che nel 2009 era stata annullata per le pesanti minacce di gruppi ultranazionalisti e di frange della tifoseria. La manifestazione dello scorso anno si concluse con circa 30o feriti e 50 arresti, principalmente tra le forze dell’ordine, intervenute in tenuta antisommossa e con i mezzi blindati. I partecipanti al Gay Pride, in tutto un migliaio, dovettero accontentarsi di sfilare in un clima surreale all’interno di un ristretto perimetro cittadino, mentre tutt’intorno, la polizia arginava le incursioni degli ultras. Memore dei disordini e preoccupato dalle tensioni che si stanno accumulando tra i cittadini serbi a causa della sempre più difficile situazione a Brnjak e Jarinje, i passi doganali a nord del Kosovo, le autorità hanno pertanto deciso di annullare la manifestazione programmata da agosto.

«Come sindaco – ha detto Dragan Djilas, primo cittadino di Belgrado – mi appello ancora una volta a tutte le parti a considerare responsabilmente il momento che stiamo vivendo come Paese e come società, rinunciando ai raduni e alle manifestazioni in programma questo fine settimana che complicherebbero una situazione già complessa».

Sulla decisione del sindaco ha influito, probabilmente, anche il pesante «njet» del patriarca ortodosso Irinej che aveva più volte chiesto di annullare la «parata della vergona». Il divieto non riguarda comunque le manifestazioni sportive: dal Ministero dell’Interno, infatti, tengono a precisare che le semifinali e le finali degli Europei di pallavolo femminile dell’1 e del 2 ottobre si svolgeranno regolarmente, con l’Italia che affronterà la Germania in un Paese che ha ben altro a cui pensare. Intanto, Carlo Cremona, presidente dell’Associazione Iken Onlus, ha scritto una lettera a Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, per chiedergli di intercedere a favore del Gay Pride di Belgrado presso il primo cittadino del paese balcanico. Tutto regolare, invece, per quanto riguarda lo svolgimento degli Europei di pallavolo femminile. (di Eva Signorile) (Il Quotidiano Italiano)

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