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| Berlino, il suo sindaco gay simbolo dell’accoglienza “neutrale” al Papa |
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| Al Pontefice rivolge un benvenuto ufficiale anche se dichiara di comprendere chi contesta la sua visita. Il sindaco apertamente omosessuale di Berlino e prossimo sfidante di Angela Merkel |
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| Venerdì 23 Settembre 2011 |
| di La Stampa |
| in Mondo |
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Berlino - Al Pontefice rivolge un benvenuto ufficiale anche se dichiara di comprendere chi contesta la sua visita. Il sindaco apertamente omosessuale di Berlino e prossimo sfidante di Angela Merkel per la Cancelleria, Klaus Wowereit è divenuto il simbolo dell'accoglienza "neutrale" a Benedetto XVI in un Paese nel quale lo scorso anno il numero dei cattolici che si sono de-registrati dalla propria chiesa locale è aumentato del 50% (da 124.000 persone a 181.000).
Klaus Wowereit è nato a Berlino nel 1953. Nel 1972 è entrato nell' Spd, il partito socialdemocratico tedesco. Nel 1995 è stato eletto nel parlamento cittadino, di cui è diventato successivamente vicepresidente, prima di assumere nel 1999 l' incarico di segretario dell' Spd a Berlino. È sindaco della città dal 16 giugno 2001. Gay, è entrato nella storia della politica tedesca per un «outing» diventato in seguito celebre: «Ich bin schwul und das ist auch gut so». Tradotto: sono omosessuale ed è anche bene che sia così. Il borgomastro della capitale, osserva il settimanale Focus, «si fa largo nella politica federale». E non è solo una supposizione: «In futuro - dichiara il sindaco di Berlino- mi vorrei esprimere più chiaramente a livello nazionale, partecipare di più». Insomma, un'ambizione aperta al cancellierato. La città di Berlino è stata governata dal 1991 da una «grande coalizione» guidata dai cristiano democratici (Cdu) alleati con i socialdemocratici (Spd). Nel giugno 2001 l'amministrazione ha dichiarato bancarotta (debiti per 70 mila miliardi di lire). Nell'ottobre 2001 la Spd di Wowereit (il partito socialdemocratico) diventa il primo partito: 30,8% rispetto al 22,4% del '99.
Poche settimane fa il borgomasto gay è stato confermato a larga maggioranza per la terza volta alla guida della città di Berlino. Wowereit non ha mai avuto remore a presentarsi in pubblico con al fianco il suo partner Joern Kubicki. L’associazione radicale "Certi Diritti" ha inviato una lettera aperta al sindaco per esprimergli i migliori auguri e per chiedergli di accogliere il Papa con il suo compagno al fianco.“Con il discorso di Benedetto XVI davanti ai deputati tedeschi si supera un nuovo limite”, ha affermato Guenter Dworek, responsabile della federazione gay-lesbo (Lsvd). Alcuni gruppi di laici, anticlericali, associazioni lgbt e vittime di abusi nella Chiesa hanno perciò organizzato una manifestazione che prevede di richiamare 20.000 persone.
Quello che gli organizzatori della protesta contestano, al grido di “Der Papst kommt”! (“Il papa arriva!”), oltre all’opportunità di far parlare il Pontefice in Parlamento, è "l’atteggiamento obsoleto e dannoso della Chiesa in merito ai profilattici, all’aborto e alla discriminazione degli omosessuali". Oltre 100 parlamentari tedeschi hanno annunciato che diserteranno la seduta quando oggi pomeriggio Joseph Ratzinger prenderà la parola. Benedetto XVI sarà il primo Papa a parlare al Bundestag e si tratta del terzo intervento di un Pontefice in un parlamento (dopo i discorsi di Giovanni Paolo II ai parlamentari polacchi e italiani).
In questa ottica il segretario di "Certi Diritti", Sergio Rovasio, invita il sindaco di Berlino a “fare un gesto molto importante per le comunità lgbt europee: la invitiamo ad accogliere il papa con il suo compagno di vita al fianco perché, ne siamo certi, questo gesto determinerebbe un effetto mediatico molto importante in tutta Europa. Questo gesto simbolico aiuterebbe centinaia di migliaia di persone lesbiche e gay che, anche a causa della politica omofoba della Chiesa cattolica, non hanno il coraggio di uscire allo scoperto e vivere con serenità la loro condizione”. L’attuale sindaco (noto per essersi dichiarato omosessuale proprio alla vigilia della prima elezione, nel 2001) governa la capitale insieme con Die Linke (La Sinistra), partito di estrema sinistra, erede del vecchio Partito comunista della defunta Germania Est. Una coalizione che gli avversari infatti definiscono “rosso-rossa”, sottolinea Famiglia Cristiana. Die Linke ottenne nel 2006 il 13% dei voti.
Un alleato ingombrante nel Parlamento di 141 deputati che esprime poi il sindaco:"Tanto ingombrante da rimandare al secondo turno, nel 2006, la nomina dello stesso Wowereit, e da condizionare poi le scelte quotidiane dell’amministrazione. Wowereit vorrebbe ottenere dalle elezioni un ridimensionamento dell’alleato, per potersene magari sbarazzare in favore dei Verdi". Una scommessa difficile ma non impossibile: i Verdi raccolgono l’interesse di tutti gli schieramenti politici da quando il disastro di Fukushima ha spinto la cancelliera Merkel ad annunciare la rinuncia totale al nucleare a partire del 2020.
"Qualche turbolenza a sinistra- precisa il vicedirettore di Famiglia Cristiana, Fulvio Scaglione-. Una turbolenza destinata a protrarsi nel tempo perché, se Wowereit dovesse riconfermarsi a Berlino, diventerebbe un candidato naturale a giocarsi per la Spd il ruolo di cancelliere nelle elezioni politiche del 2013. Wowereit, per affermarsi a livello nazionale, dovrebbe conquistare un elettorato che è deluso dalla destra ma non per questo si è spostato a sinistra". La consonanza coi Verdi sarebbe letta come un giusto ma inevitabile segnale di prudenza nei confronti del nucleare, nulla più. Mentre "potrebbero pesare molto certi segnali che arrivano dall’amministrazione di Berlino, dove la disoccupazione è il doppio di quella nazionale (14% contro il 7%), i servizi (soprattutto i trasporti e l’assistenza alle famiglie) non sono certo d’eccellenza e il tema della sicurezza è sempre vivacemente dibattuto". (Vatican Insider) Questo articolo ha ricevuto 4402 visite.
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