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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Due autrici Usa denunciano: «Censura dall'editore sui personaggi omo».
Due autrici Usa denunciano: «Censura dall'editore sui personaggi omo».
Volete vedere il vostro romanzo pubblicato? Basta togliere ogni riferimento all'omosessualità del protagonista. È l'ultimatum posto da un agente letterario a due autrici americane
Martedì 20 Settembre 2011
di Lettera43
in Mondo

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Volete vedere il vostro romanzo pubblicato? Basta togliere ogni riferimento all'omosessualità del protagonista. È l'ultimatum posto da un agente letterario a due autrici americane che, in risposta, hanno scritto alla rivista Publisher Weekly per svelare le ipocrisie del mondo dell'editoria.

A denunciare l'accaduto sono state Rachel Manija Brown e Sherwood Smith, scrittrici di romanzi per giovani adulti e autrici di Stranger, romanzo post-apocalittico che annovera tra i 5 protagonisti anche la figura del giovane omosessuale Yuki Nakamura, fidanzato con un altro ragazzo. Una banale storia d'amore tra adolescenti, che per le due scrittrici «non comporta niente di più esplicito di un bacio», ma che evidentemente non si addice alle logiche del mercato letterario.

Così, dopo essere state contattate dall'agente di una nota casa editrice per firmare un contratto, le due donne si sono trovate di fronte a uno spiacevole aut aut: trasformare Yuki in un ragazzo eterosessuale oppure eliminare dal romanzo qualsiasi riferimento al suo orientamento sessuale. Inevitabile il loro rifiuto.

Brown e Smith non hanno ceduto di un millimetro su una simile questione morale, perfino di fronte ai tentativi dell'agente di raggiungere un compromesso, come quello di rimandare lo svelamento dell'omosessualità di Yuki a un eventuale seguito del primo romanzo. «Quando neghi il diritto di essere gay ai protagonisti di romanzi per giovani adulti è come se dicessi a un teenager omosessuale che è talmente terribile, da non avere nemmeno il permesso di esistere nella finzione», è scritto nella lettera.

Irremovibili sulle loro posizioni, dopo aver respinto l'offerta dell'agente, le autrici sono quindi uscite allo scoperto, per segnalare soltanto l'ultimo e più palese episodio di censura subito direttamente e, soprattutto, per invitare gli altri scrittori nella loro situazione a non nascondersi.

Le due scrittrici non sono infatti le prime ad eaver subito simili ricatti. Anche Jessica Verday, scrittrice di romanzi rosa e fantasy, ha recentemente denunciato un tentativo di censura sul suo blog. Finora sono però in pochi gli autori che hanno ammesso di aver subito pressioni per cambiare l'orientamento sessuale dei loro personaggi.

Un silenzio, comprensibile, ma sbagliato, secondo Brown e Smith, perché non aiuta a combattere il sistema e, anzi, lo alimenta. Per questo, le due donne hanno concluso la lettera invitando tutti gli attori dell'industria letteraria a cambiare atteggiamento per «un mondo migliore». In che modo? Gli editori dovrebbero prendere posizione esplicitamente sull'opportunità di raccontare la diversità, mentre gli scrittori che si vedono rifiutare un manoscritto “alternativo” hanno il dovere di denunciarlo pubblicamente.

Ai lettori, infine, il compito di contribuire al cambiamento acquistando o recensendo positivamente sui blog i romanzi con protagonisti Lgbt. In attesa che Brown e Smith trovino un editore per il loro Stranger, la pubblicazione sul web della loro lettera ha suscitato grande scalpore, con 40 mila visite sulla pagina online di Publisher Weekly e oltre 300 commenti da parte di altri scrittori che dimostrano come l'esperienza delle due scrittrici non sia affatto un caso isolato. (di Alessandra D'Angiò)

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