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| Bullismo: gli studenti gay contro l’omertà della scuola Usa |
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| Nelle scuole del Minnesota alcuni funzionari scolastici non hanno fermato azioni di bullismo omofobe. E i ragazzi non ci stanno. Di Claudia Santini |
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| Mercoledì 14 Settembre 2011 |
| di Giornalettismo |
| in Mondo |
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Ci troviamo nelle terre natie di Michele Bachmann, candidata al Congresso e tanto conservatrice da sembrare una parte del Medioevo criogenizzata e risvegliata ai nostri giorni. Parliamo di zone in cui si combatte per il sostegno agli studenti gay e i conservatori cristiani che lo negano, arrivando al culmine della tensione.
LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO - Lo scorso luglio sei studenti hanno portato in tribunale alcuni funzionari scolastici, colpevoli di non aver fermato le azioni di bullismo anti-gay. Le policy del distretto di Anoka, infatti, richiedono agli insegnanti di rimanere “neutrali” su temi legati all’orientamento sessuale, ottenendo però un silenzio surreale che non stigmatizza i comportamenti razzisti. Sempre quest’estate, alcuni genitori e studenti hanno scoperto che il Dipartimento di Giustizia federale stava investigando su casi non affrontati di molestie nei confronti di studenti gay. Mentre le indagini proseguono e la situazione si esaspera, diversi gruppi di cristiani conservatori impediscono alle scuole di parlare di omosessualità e matrimonio tra persone dello stesso sesso: arrendersi all’”agenda omosessuale” porta i più giovani a stili di vita anomali e malsani. Questo comportamento particolarmente responsabile e al passo con i tempi forse non recluterà gay, come se i ragazzi potessero essere contagiati dal virus dell’omosessualità, ma intanto ha causato ben otto suicidi di studenti in due anni.
LO SCARICABARILE - C’è chi discute sul contributo reale del bullismo antigay nei casi si suicidio, ma è certo che questi studenti, a detta di amici ed insegnanti, soffrivano di problemi legati alla propria identità sessuale. Se nelle grosse città si insegna la tolleranza come parte di un’educazione base, nelle periferie si prosegue a colpi di battaglie. Ad Anoka, al nord di Minneapolis, la Bachmann non ha voluto rispondere e commentare a riguardo dei suicidi, dopo che in passato si è opposta a programmi antibullismo e ha sostenuto il Minnesota Family Council, un gruppo cristiano che si oppone fermamente a qualsiasi rappresentazione dell’omosessualità nelle scuole. Badate bene che questa donna concorre alla presidenza degli Stati Uniti. Gli insegnanti, intanto, si sentono intrappolati tra le spire del sistema, ma può davvero esistere indifferenza e “neutralità” quando si parla di diritti umani di base? Di adolescenti che si tolgono la vita?
REAZIONI E CONSEGUENZE - Dennis Carlson, sovrintendente del sistema scolastico nel distretto, ritiene che l’attenzione alla vicenda venga politicizzata dagli adulti, che hanno più interesse a discutere dei ragazzini. Avendo pressioni da ogni lato, i funzionari stanno semplicemente a metà senza sbilanciarsi. L’interesse è quello di salvare i giovani, ma qualsiasi sforzo viene vanificato dalla “gag order”: una policy adottata nel 2009 che non include l’educazione sessuale nel curriculum scolastico del distretto, rimanendo neutrali nell’ambito degli orientamenti sessuali. Intanto i ragazzi raccontano che le vittime di bullismo vengono accusate di comportamento abusivo. Il bullismo intanto dilaga, gli psicologi parlano di un aumento di ragazzi che considerano il suicidio, i genitori sono esasperati e preoccupati, il personale scolastico rimane a guardare e le apparenze si salvano, per la gioia dei conservatori terrorizzati da un’epidemia di omosessualità esplosiva. Questo articolo ha ricevuto 2858 visite.
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