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| Per il Fisco made in Usa: le coppie gay sono illegali e pagano più tasse |
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| A poco più di un mese dall’approvazione della legge che legalizza le unioni gay nello stato di New York, le coppie omosex continuano a essere illegali agli occhi del fisco federale |
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| Giovedì 11 Agosto 2011 |
| di TMNews |
| in Mondo |
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Tutto il mondo ha applaudito la recente inclusione del matrimonio omosessuale nelle leggi dello stato di New York, come un altro importante passo verso il riconoscimento dei diritti dei gay. Eppure, a poco più di un mese dall’approvazione della legge che rende legali le unioni dello stesso sesso nello stato di New York, le coppie omosessuali continuano a essere illegali agli occhi del fisco federale. E non solo quelle di New York, ma anche di tutti gli altri sei stati dove le unioni gay sono legali. E quindi al momento di pagare le tasse le coppie dello stesso sesso che fanno dichiarazione dei redditi congiunta pagano più di quelle eterosessuali, a parità di tutti gli altri fattori. Il problema, hanno spiegato avvocati fiscalisti al settimanale Bloomberg Business Week, è la norma nota come Defense of Marriage Act, legge in difesa del matrimonio, che riconosce a livello federale solo le unioni eterosessuali.
L’amministrazione Obama ha ordinato alle varie agenzie del governo federale di ignorarla in quanto incostituzionale e quindi di estendere alle coppie gay i benefici riservati a quelle etero. Benefici che però non possono riguardare le tasse da versare al governo centrale, che così costano alle coppie gay molto di più perché devono presentare due dichiarazioni dei redditi. Inoltre le coppie gay pagano imposte sull’assicurazione sanitaria fornita dal datore di lavoro, che invece non è tassata per gli eterosessuali.
Il vero problema è poi quello delle imposte di successione: un coniuge eterosessuale non paga tasse su qualunque bene ereditato dal coniuge, mentre uno omosessuale deve versare fino al 35 per cento di tasse sui patrimoni che sorpassano il limite di 5 milioni. Un problema forse non grave per la maggior parte delle coppie, che non hanno patrimoni di quella entità, ma che ha acquistato visibilità a New York quando la senatrice Kirsten Gillibrand, che rappresenta lo stato a Washington, ha deciso di occuparsi della questione spingendo per l’abrogazione della “legge di difesa del matrimonio”. Questo articolo ha ricevuto 3640 visite.
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