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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Malesia, un 'centro di rieducazione' per ragazzi gay
Malesia, un 'centro di rieducazione' per ragazzi gay
Riportare su un cammino di vita adeguato i ragazzi omosessuali. Con questo obiettivo in Malesia le autorità hanno deciso di aprire un centro di rieducazione per ragazzini gay
Giovedì 21 Aprile 2011
di La redazione di Gaynews
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Riportare su un cammino di vita adeguato i ragazzi omosessuali. Con questo obiettivo in Malesia le autorità dello stato del Terengganu hanno deciso di aprire un centro di rieducazione per ragazzini gay. La struttura ha già iniziato ad ospitare sessantasei giovani tra i 13 e i 17 anni definiti 'effemminati' dai loro insegnanti.

La nascita di questo centro ha sollevato aspre polemiche. Il ministro delle Donne, Shahrizat Abdul Jalil, ha parlato di una struttura in aperta violazione della legge e ne ha chiesto l'immediata chiusura. Secondo il ministro selezionare i ragazzini in base ai loro modi femminei, o presunti tali, oltre ad essere dannoso per la loro salute mentale rappresenta un vero e proprio trauma. Della stessa opinione i sostenitori dei diritti degli omosessuali, secondo i quali l'iniziativa promuoverebbe l'omofobia in un Paese a maggioranza musulmana dove i rapporti gay sono ancora illegali. Dobbiamo ricordare che in Malesia l'omosessualità è equiparata alla sodomia e può essere punita anche con venti anni di carcere.

Ma gli insegnanti che hanno segnalato i ragazzini sostengono che sia necessario fare qualcosa per correggere i 'comportamenti effemminati'. Ed ecco dunque un concentrato di sedute di assistenza psicologica, educazione religiosa e fisica, per 'guarire'.

Secondo gli insegnanti se non si interviene per aiutare i ragazzi con 'comportamenti effeminati' in futuro potrebbero diventare gay o transessuali. Il direttore del dipartimento di Educazione dello stato del Terengganu ha affermato: 'Dobbiamo fare qualcosa prima che raggiungano un punto di non ritorno'. I docenti hanno puntato il dito contro i genitori a loro giudizio colpevoli di avere abituato i loro figli a vestirsi con abiti troppo femminili.

Ma tra i tanti sostenitori dei diritti degli omosessuali che si sono levati contro questa assurda iniziativa, Pang Khee Teik, attivista per i diritti sessuali e cofondatore di Seksualiti Merdeka, ha affermato: 'Tutto ciò che impareranno gli studenti da questo camp è che le persone si aspettano da loro determinati comportamenti. E, allo scopo di evitare ulteriori situazioni ridicole, impareranno a fingere meglio. Alla fine gli stiamo solo insegnando come essere ipocriti'. (Excite.it)

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