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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Fred Karger: l'Obama dei gay. Un omosessuale in corsa per la Casa Bianca
Fred Karger: l'Obama dei gay. Un omosessuale in corsa per la Casa Bianca
Karger (foto) è stato il primo gay dichiarato a candidarsi alle primarie per la presidenza degli Stati Uniti. E per di più per il Partito repubblicano
Lunedì 28 Marzo 2011
di Lettera43
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Uomo dei primati, Fred Karger, e dei contrasti. Consigliere di tre presidenti degli Stati Uniti e attivista per i diritti degli omosessuali, è nato a Chicago nel 1950, ha lavorato in ben nove campagne elettorali ma finora non si era mai esposto in prima persona.

Pur rimanendo sempre fedele al Grand Old Party, si è sempre ritagliato una certa autonomia politica, utilizzata spesso per condurre aspre battaglie in favore dei matrimoni gay, invisi soprattutto ai suoi compagni di partito. E, tra una campagna e l'altra, ha fatto anche l'attore a Los Angeles e lavorato, sempre in California, per un'industria di tabacco.

Ostracizzato dagli ultraconservatori repubblicani

Ora, a 61 anni, ha deciso di correre per la Casa Bianca. Una scelta presa sotto gamba dai media americani secondo i quali, nonostante i numerosi primati, Karger rischia di essere solo una meteora di breve durata.

TOUR ELETTORALE. Lui però, fa sul serio. Già lo scorso anno aveva affermato pubblicamente di pensare seriamente alla presidenza e, negli ultimi mesi, è andato su e giù per due Stati chiave nei caucus americani come Iowa e New Hampshire organizzando comizi in piazza e mandando in onda i primi spot per la campagna del 2012 trasmessi finora negli Usa.

Girando per diverse città dei due Stati, Karger si è detto sorpreso dell'entusiasmo degli elettori, pronti ad accoglierlo come «il primo repubblicano per cui finalmente voteranno».

UNA CANDIDATURA CHE DIVIDE. Insomma, l'aspirante sfidante di Obama ha già testato il terreno su cui fra qualche mese si confronterà con i suoi avversari, che non saranno solo sulla sponda democratica.

La sua discesa in campo, infatti, ha colto di sorpresa e messo in imbarazzo gli esponenti più conservatori del Grand Old Party. Tanto che, i membri della sede dell'Iowa del Comitato nazionale repubblicano avevano annunciato di volerlo escludere dalla corsa alla presidenza e Ralph Reed, noto attivista della destra americana a capo della Coalizione Fede e Libertà, non lo ha neppure invitato a un mega-forum dei Repubblicani tenutosi nelle settimane scorse proprio nello Stato del mid-east americano.

In politica da sempre: con Ford, Reagan e Bush padre

La familiarità di Karger con la politica è nota a tutti: è stato consigliere di George Bush, Ronald Reagan e Gerald Ford. Poi, dopo tre decadi di militanza, ha abbandonato la politica per abbracciare interamente la lotta per i diritti degli omosessuali negli Stati Uniti, soprattutto in California.

L'IMPEGNO PER I DIRITTI. Lì, infatti ha fondato l'organizzazione Californians Against Hate che a lungo si è opposta contro i promotori della Proposition 8, il referendum svoltosi nel novembre 2008 che reintroduceva il divieto delle unioni civili tra omosessuali.

Nel mirino di Karger entrò perfino la Chiesa Mormone, contro cui l'attivista sporse una denuncia formale accusandola di aver nascosto i generosi finanziamenti erogati alla campagna referendaria. Dopo una lunga battaglia legale, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, componente maggioritaria del mormonismo, fu dichiarata colpevole di ben 13 violazioni.

Per anni, questo repubblicano atipico si è poi battuto per l'eliminazione del Defense of Marriage Act (la legge che dichiara legale solo l'unione tra uomo e donna, recentemente abolita da Obama) nonché per l'abolizione del principio Don't ask, don't tell, che escludeva dall'esercito i gay dichiarati.

L'OBAMA DEI GAY. E, anche in quest'ultimo caso, Karger ha avuto ragione: nel dicembre scorso il Congresso ha abrogato la legge ed entro la fine dell'anno il tabù dell'omosessualità nell'esercito americano dovrebbe definitivamente cadere.

Ora, ecco l'ultima sfida di Karger: diventare il primo presidente dichiaratamente omosessuale della storia della democrazia americana. «È un momento importante per dire ai giovani che è ok essere gay. Si può fare tutto ciò che si vuole, perfino correre per la presidenza degli Stati Uniti», ha affermato Karger dopo aver ufficializzato la sua candidatura, il 23 marzo.

Probabilmente, la corsa dell'attivista si fermerà alle primarie. La sua campagna però già è iniziata. Del resto, chi avrebbe puntato su Barack Obama prima che, proprio nell'Iowa, cominciasse la sua corsa alla casa Bianca?

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