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| Zagabria: tra nazionalismo, omofobia e voglia di adesione all'Ue |
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| "Aspettavamo tutti da molto tempo la dipartita di questi politici, ma nessuno poteva sperare in un messia di Facebook che attacca gli attivisti gay e trae ispirazione da Hitler" |
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| Mercoledì 09 Marzo 2011 |
| di TMNews |
| in Mondo |
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Al grido di "Jadranka vattene" e "tutto il mondo in strada" ieri sera i manifestanti di Zagabria hanno introdotto una variante dell'abituale percorso diretto alla sede del governo nella centrale piazza San Marko. Dirigendosi, invece, presso una fabbrica tessile avviata al fallimento, i cui dipendenti a rischio disoccupazione hanno intrapreso lo sciopero della fame. "Vogliamo lavorare" lo slogan più in voga tra i dimostranti, principalmente giovani, che contestano le privatizzazioni delle aziende pubbliche, ma anche la prospettiva di adesione all'Ue.
"Aspettavamo tutti da molto tempo la dipartita di questi politici, ma nessuno poteva sperare in un messia di Facebook, nelle vesti di un tecnico sanitario, che attacca gli attivisti gay e trae ispirazione da Adolf Hitler". Ante Tomic, uno dei più quotati editorialisti croati, non risparmia critiche e preoccupazioni nei confronti del personaggio Ivan Pernar, il giovane leader delle proteste. "Qualunque cosa si pensi di Kosor, non può essere peggio di quanto ne penso io. Ma se domani fossi costretto a scegliere tra lei e Pernar, non avrei dubbi a votare la prima", scrive il giornalista dalle pagine di 'Slobodna Dalmacija', per motivare il suo allarme a "stare molto attenti" circa la piega che può assumere la 'rivoluzione dal basso' in Croazia. Così vicina, così lontana dall'Unione europea. Questo articolo ha ricevuto 553 visite.
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