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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Usa, il magnate Donald Trump (foto):
Usa, il magnate Donald Trump (foto): "Niente diritti ai gay"
Non solo no al matrimonio fra persone dello stesso sesso ma no anche a garantire ai gay gli stessi diritti civili degli etero, ad esempio il diritto a trasferire i benefici pensionistici al partner
Martedì 08 Marzo 2011
di L'Espresso
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E’ stato il palazzinaro newyorkese Donald Trump a fare queste dichiarazioni nel corso di un’intervista rilasciata qualche giorno fa al quotidiano Des Moines Register. Dietro a queste dichiarazioni opportuniste c’è un calcolo politico perchè il Register è il più importante quotidiano dell’Iowa, cioè uno dei due stati chiave (l’altro è il New Hampshire) per chiunque intenda candidarsi alla Casa Bianca.

Sì, perchè Donald nella sua megalomania pensa di avere i requisiti per diventare presidente Usa quando nel 2012 l’America deciderà se riconfermare Obama per altri quattro anni oppure scegliere un nuovo leader. Il miliardario newyorkese, ritenendo di essere la persona adatta per sfidare Obama, incomincia dunque a seminare e come prima cosa ha parlato a un giornalista del Register lanciando un messaggio che possa essere gradito ai conservatori dell’Iowa.

Alla domanda se fosse a favore del matrimonio fra gay Trump aveva risposto inizialmente di non avere ancora preso una posizione definitiva. Avrebbe potuto abbandonare lì la questione e ritornarci su in interviste successive. Invece il palazzinaro diventato star televisivo con The Apprentice ha voluto subito aggiungere. “No ai matrimoni fra gay e no anche alle unioni civili fra gay”.

Che Trump prenda posizione contro i matrimoni gay non sorprende. Tutto sommato anche fra i liberal ci sono persone che non si trovano a loro agio con l’idea di un vero e proprio sposalizio fra due persone dello stesso sesso. Ma che Donald si dica opposto perfino alle unioni civili questa è grossa. Si tratta infatti di una posizione che negli Stati Uniti ormai ha già fatto molta strada.

Perfino le fasce moderate dei conservatori si pronunciano a favore di sostenere le unioni civili per garantire alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti delle coppie maschio-femmina.

Pensiamo per esempio al diritto alla pensione: una moglia ha diritto a govdere della pensione del marito al suo decesso ma, allo stato attuale delle cose, un gay non può trasferire lo stesso diritto al suo partner. Oppure il diritto a prendere decisioni mediche: un coniuge sano più prendere decisioni di natura ospedaliera per conto del coniuge malato e incapacitato ma nel caso di gay questo diritto viene negato.

Trump invece dice no sia al matromonio che alle unioni gay, sia al diritto di essere consirati come una coppia sposata che ai diritti civili che ne coseguono. E adesso uno dei più potenti politici gay a New York, Allen Roskoff (foto) invita la comunità omosessuale a boicottare Trump non già nella scalata alla Casa Bianca ma in qualcosa che sta molto a cuore al miliardario: il suo business.

Boicottaggio di tutti gli edifici residenziali di New York che portano il nome di Trump, boicottaggio dei suoi casinò ad Atlantic City e boicottaggio di The Apprentice e di tutti i prodotti che vengono pubblicizzati nel corso di questo show televisivo.

Fra quanti giorni Donald Trump dichiarerà – come si fa sempre in questi casi – che “la mia frase è stata presa fuori contesto, non intendevo affatto dire questo”?

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