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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Obama galleggia in un mare bipartisan
Obama galleggia in un mare bipartisan
Tasse, gay nelle Forze armate e ora il nuovo Start: tre successi del presidente. E Schwarzenegger potrebbe collaborare
Mercoledì 22 Dicembre 2010
di Corriere della Sera
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WASHINGTON – I repubblicani hanno stravinto le elezioni parlamentari del midterm, metà mandato del presidente, ma anziché andare a fondo Obama è ritornato a galla, come Bill Clinton disse di se stesso nel 1994, in una situazione analoga. Facendo tesoro delle richieste degli elettori nel voto di novembre, Obama è diventato bipartisan, e in questo ultimo mese del 2010 ha ottenuto due importanti successi e ora dovrebbe ottenerne un terzo. Il primo è stato l’estensione per due anni della riduzione delle tasse voluta da George Bush e l’estensione per un anno dei sussidi di disoccupazione. Il secondo è stata la revoca del divieto ai gay usciti allo scoperto di fare parte delle forze armate americane, una svolta sociale. Il terzo sarà il probabile «sì» del Senato al nuovo Start, il trattato sulla limitazione delle armi atomiche con la Russia, da 2.200 testate a 1.500 per ognuna delle due superpotenze, e sulla ripresa delle reciproche ispezioni sospese un anno fa. Ieri il Senato ha votato 68 a 27, più della richiesta maggioranza dei due terzi, sulla mozione preliminare al riguardo.

ARRIVA TERMINATOR? - La bipartisanship di Obama potrebbe esternarsi anche con la nomina di un repubblicano ad ambasciatore per il clima e per l’ambiente. Il repubblicano in questione è un pioniere in questo campo, il governatore della California Arnold Schwarzenegger, che lascerà l’incarico a gennaio. In una intervista al Los Angeles Times, l’ex terminator del cinema si è dichiarato pronto non a ritornare a Hollywood, ma a lavorare per il presidente. Collaborando con i repubblicani moderati contro il parere della sua base liberal, Obama ha saputo imporsi in politica interna ed estera mentre il Congresso è ancora in mano ai democratici. Dalla ripresa dei lavori a gennaio gli sarebbe stato più difficile, perché la Camera sarà sotto il controllo dei conservatori, e la sua maggioranza al Senato sarà molto esigua.

IL SI' ALLO START - Con la nuova strategia, Obama inoltre ha creato i presupposti di altri compromessi bipartisan. E’ la strada seguita da Clinton, che due anni dopo la batosta del 1994 venne rieletto trionfalmente. Non è detto che nel 2012 Obama sarà egualmente fortunato. Ma rafforzerà la propria posizione se oltre a Schwarzenegger inserirà un altro repubblicano moderato nel governo, come fece Clinton. A esempio, se il ministro della difesa Robert Gates, un repubblicano, si dimettesse - ne ha espresso l’intenzione - Obama potrebbe sostituirlo con un altro noto esponente del centro destra. Il «sì» del Senato allo Start sarebbe cruciale per il rilancio della politica estera americana, che si è incagliata in Medio oriente, nel Golfo persico e in Estremo oriente (Obama ha appena ordinato nuove sanzioni contro l’Iran).

RUSSIA, SI RIAPRE IL DIALOGO - Il trattato, caldeggiato dal presidente che ha posticipato la vacanza natalizia in attesa del voto, riaprirebbe il dialogo con la Russia dopo un periodo di gelo. Per il varo dello Start occorrerebbe l’approvazione dei due terzi del Senato: Obama avrebbe l’assenso dei repubblicani moderati dopo che il loro leader, il Senatore Lamar Alexander, il numero 3 della gerarchia, si è pronunciato a suo favore. In cambio, il presidente ha promesso che ammodernerà l’arsenale atomico americano con investimenti di 85 miliardi di dollari in 10 anni, e che esso sarà più che sufficiente a proteggere la nazione. Questo do ut des potrebbe fare di lui un grande mediatore o un grande persuasore. L’apertura alla Russia, cui i conservatori si sono invano opposti, dovrebbe dare frutti. Se Washington e Mosca riprenderanno a collaborare, risulterà più facile per Obama affrontare gravi problemi internazionali come quello del riarmo nucleare della Corea del nord.

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