 |
| Crisi diplomatica tra il Belgio e la Santa Sede |
 |
| Il Vaticano ha espresso «sdegno e sgomento» per le modalità utilizzate È stata persino scoperchiata la tomba di un arcivescovo Interrogato dalla polizia. L'ex primate belga Godfried Danneels |
 |
| Sabato 26 Giugno 2010 |
| di Il Sole 24 ore |
| in Mondo |
|
 |
|
Ha assunto i contorni di un grave incidente diplomatico tra Santa Sede e Belgio la perquisizione di due giorni fa della Curia di Bruxelles da parte polizia belga ordinata dalla magistratura che indaga sui crimini di pedofilia tra i religiosi negli ultimi trent'anni. Il ministro degli Esteri vaticano, l'arcivescovo francese Dominique Mamberti, ha convocato ieri l'ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, Charles Ghislain, al quale ha espresso il suo «sdegno e lo sgomento» per la violazione delle tombe di alcuni alti ecclesiastici durante le perquisizioni in Belgio.
L'operazione ha visto una trentina di agenti irrompere nel palazzo arcivescovile di Meleghen-Bruxelles, la "sede centrale" della Chiesa cattolica belga, mentre era in corso la riunione della conferenza episcopale: per nove ore le forze dell'ordine hanno interrogato i prelati (soprattutto l'ex primate progressista Godfried Danneels, andato in pensione un anno fa e sostituito dal ratzingeriano Andrè-Joseph Leonard), hanno perquisito stanze private e uffici amministrativi, scoperchiata una tomba di un arcivescovo del passato (alla ricerca di documenti nascosti tra le antiche pietre, senza trovare nulla), hanno sequestrato computer e cellulari e soprattutto si sono portati via 475 dossier della commissione indipendente Andraessens che indaga sui crimini commessi da preti (e vescovi) pedofili.
Il Belgio è uno dei paesi maggiormente colpiti dal fenomeno degli abusi su minori - e non solo da parte di religiosi, basti ricordare il tragico caso del "mostro di Marcinel-le", Marc Dutroux, che tra il 1985 e il 1996 ha rapito e violentato sei bambine - tanto che nei mesi scorsi il primate era stato ricevuto da Benedetto XVI, il quale aveva ribadito che andava perseguita la linea della tolleranza-zero, così come si tenta di fare in Germania. Ma l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura ha attivato comunque una reazione molto dura: la «violazione delle tombe» ha suscitato «sdegno» nella segreteria di stato vaticana, che, in una nota ufficiale pubblicata in prima pagina sull'Osservatore Romano torna a condannare abuso di minori da parte di religiosi, esprimendo però «vivo stupore» per le modalità in cui sono avvenute le perquisizioni.
Inoltre dalla Santa Sede è stato espresso «rammarico» per «alcune infrazioni alla confidenzialità a cui hanno diritto proprio quelle vittime per le quali sono state condotte le perquisizioni». L'accusa vaticana riguarda la violazione della privacy di persone oggetto di abusi in passato che si sono spontaneamente rivolte alla commissione indipendente istituita dalla Chiesa a cui il governo partecipa con la nomina di due magistrati.
Intanto la procura precisa alcuni dettagli: il dossier, legato alle perquisizioni «è stato istruito con la sola imputazione di attentato al pudore», ha detto un portavoce spiegando quindi che non viene presa in considerazione l'associazione criminale, come invece era stata ipotizzato da una fonte giudiziaria.
Il premier uscente, il democristiano Yves Leterme, mostra il muso duro: i responsabili che hanno commesso abusi «devono essere perseguiti e condannati secondo la legge belga», aggiungendo che le investigazioni «sono la prova che in Belgio esistono poteri separati tra stato e Chiesa. Le persone che hanno commesso abusi, contravvenendo alla legge, devono essere punite e condannate: certamente ciò va fatto, ciò è dovuto », ha detto Leterme, facendosi interprete del sentimento di preoccupazione e sconcerto dell'opinione pubblica belga.
Ormai tra Belgio e Chiesa, è gelo su tutto: dall'aborto all'eutanasia, dalla ricerca sugli embrioni ai preservativi, dal riconoscimento delle coppie gay alla revoca della scomunica ai lefebvriani. Proprio ieri Benedetto XVI ha nominato vescovo di Bruges, Jozef De Kesel, finora ausiliare di Bruxelles: è stato chiamato a sostituire l'ex vescovo Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi le cui dimissioni sono state già accolte dal Papa. Questo articolo ha ricevuto 439 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|