 |
| Confessa l'eutanasia: star della Bbc in manette |
 |
| Ray Gosling avrebbe ucciso il partner malato. Ieri l'arresto |
 |
| Giovedì 18 Febbraio 2010 |
| di La Gazzetta di Parma |
| in Mondo |
|
 |
|
LONDRA - Tutto è cominciato con una rivelazione choc in un programma locale della Bbc e ora si sta trasformando in un caso che metterà alla prova le leggi britanniche sull'eutanasia e il suicidio assistito.
Ray Gosling, un presentatore di 70 anni che in una trasmissione andata in onda lunedì sera aveva confessato di aver ucciso anni fa il proprio partner malato terminale di Aids, soffocandolo con un cuscino in un letto d’ospedale, ieri è finito in manette sospettato di omicidio. Gosling è stato interrogato per cinque ore dagli inquirenti che stanno decidendo se incriminarlo o meno. A complicare le indagini è il fatto che il presentatore si rifiuta categoricamente di rivelare – neanche «sotto tortura», ha detto - l'identità dell’ex partner e nemmeno in che ospedale si trovasse.
«No, no, no. In nessun caso, assolutamente no. Non sono affari di nessuno. è stato un patto privato », ha detto Gosling, riferendosi all’accordo che lui e l’aman - te avrebbero raggiunto: se la sofferenza di quest’ultimo fosse diventata intollerabile, lui avrebbe messo fine alla sua vita. Senza un corpo, senza conoscere né dove né quando sia avvenuto il fatto (pare però che l’incidente risalga agli anni Ottanta, quando l’Aids cominciava a mietere vittime tra la comunità gay) e con l’unica testimonianza fornita da Gosling nel documentario, gli inquirenti hanno dinanzi un caso piuttosto complesso. Dato che l’esistenza dell’accordo tra Gosling e il suo amante è basata unicamente sulle dichiarazioni del presentatore, gli inquirenti potrebbero decidere di incriminarlo addirittura per omicidio. Se invece prendessero per buone le ammissioni contenute nel suo documentario e de- cidessero dunque di incriminarlo per assistenza al suicidio, il caso di Gosling verrebbe giudicato secondo il Suicide Act del 1961, che stipula appunto che il suicidio assistito è un reato punibile anche fino a 14 anni di prigione.
Il metodo con cui questa legge viene applicata nel caso di persone che aiutano un loro caro, malato terminale, a porre fine alla propria vita, è attualmente oggetto di una revisione da parte del procuratore generale Keir Starmer che a settembre ha pubblicato una serie di linee guida in merito che verranno finalizzate al termine di una consultazione il prossimo mese. Se Gosling verrà incriminato o meno, dipenderà proprio da queste linee guida e da come verranno applicate.
In ogni caso Gosling – celebre per i suoi programmi sulla vita della gente comune e per il suo impegno in veste di attivista per i diritti gay – non ha nessuna intenzione di diventare un paladino della causa del suicidio assistito e dei gruppi pro-eutanasia. E aggiunge di ritenere che l’eutanasia sia già molto più diffusa di quanto si crede: «A volte i medici lo fanno da soli. A volte la gente lo fa da sola. Se capita a un amante, a un marito, a una moglie, a volte bisogna fare un gesto coraggioso e fregarsene della legge». Volto celebre Il presentatore televisivo Ray Gosling, 70 anni. Questo articolo ha ricevuto 265 visite.
|
| Articoli correlati... |
|
|
|
|
Primo piano
Lunedì 29 Gennaio 2007
Giochi di parole
Domanda alla politica e ai politici: per una volta potremmo chiamare le cose con il loro vero nome?
di La Stampa
|
|
|
|
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|