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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
Usa. Pentagono nomina commissione per abrogazione legge anti-gay
Usa. Pentagono nomina commissione per abrogazione legge anti-gay
Dovrà raccomandare riforma del "don't ask, don't tell"
Martedì 02 Febbraio 2010
di Apcom
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Il Segretario alla Difesa statunitense Robert Gates dovrebbe rendere noti oggi i nomi dei due alti funzionari del Pentagono che guideranno la Commissione incaricata di stabilire il modo migliore in cui modificare la politica delle forze armate nei confronti dei militari omosessuali, pochi giorni dopo l'annuncio del presidente Barack Obama della volontà di riformare la legge attuale.



Come sottolineava un editoriale del New York Times, la normativa in vigore è infatti "crudele e senza senso", e tutto quel che occorre per una rapida riforma è semplicemente la volontà politica del Congresso, quando anche i militari si sono convinti della sua inutilità: vi sono già due progetti di legge riguardanti le forze armate in attesa di esser discussi in Parlamento, ed entrambi potrebbero essere utilizzati come piattaforma per l'abrogazione delle regole vigenti.



Tuttavia si tratterebbe solo si un primo passo, come conclude l'editoriale: rimane ancora molto da fare, come il riconoscimento dei matrimoni omosessuali a livello nazionale e l'approvazione di una legge federale che protegga gli omosessuali dalla discriminazione sul posto di lavoro



Nel corso della campagna elettorale Obama aveva promesso di voler riformare la legge del 1993 in base alla quale la politica ufficiale delle forze armate statunitensi nei confronti degli omosessuali rimane il "Don't ask, don't tell" - "Io non chiedo, tu non dici" - permettendo così agli omosessuali dichiarati di indossare l'uniforme in cambio però del loro silenzio: in caso contrario, è previsto infatti il congedo.



Obama vuole infatti che la legge sia approvata dal Congresso: dopo il fiasco di Bill Clinton del 1993, viene infatti esclusa qualsiasi ipotesi di utilizzo dell'executive order presidenziale, che alienò alla Casa Bianca i vertici del Pentagono spingendo il Congresso ad approvare la legge attuale, che esclude appunto gli omosessuali dichiarati. I tempi sembrano tuttavia essere cambiati: se all'epoca solo il 45% degli americani si dichiarava favorevole ai gay nelle forze armate, oggi la percentuale è salita al 75% e 104 ex generali ed ammiragli si sono pubblicamente espressi a favore di una revoca del "Don't ask, don't tell".



La riforma tuttavia non sarà ottenuta in tempi brevi: il lavoro della Commissione del Pentagono, incaricata di identificare la maniera migliore di abrogare la legge vigente senza danneggiare morale od operatività delle truppe, potrebbe richiedere gran parte del 2010.

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USA: AMM. MULLEN, "GIUSTO" ABOLIRE DIVIETO GAY IN FORZE ARMATE =

(AGI/AFP) - Washington, 2 feb. - Il capo degli Stati maggiori congiunti, l'ammiraglio Mike Mullen, sposa in pieno l'idea di Barack Obama di abolire il divieto di ingresso nelle forze armate ai gay: "E' la cosa giusta da fare", ha detto Mullen durante l'audizione al Senato. Il presidente americano aveva ribadito durante il discorso sullo Stato dell'Unione la sua intenzione di superare la politica clintoniana del "don't ask, don't tell". Questa a meta' degli anni 90 aveva empiricamente aggirato la messa al bando degli omosessuali vietando ai reclutatori di chiedere l'orientamento sessuale degli aspiranti militari, e a questi ultimi di rivelarlo. (AGI) Gis 021902 FEB 10

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