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| Lisbona, vescovi contro le nozze gay |
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| Una decisione «precipitata», che apre «una ferita democratica» nel tessuto portoghese |
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| Giovedì 14 Gennaio 2010 |
| di Avvenire |
| in Mondo |
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LISBONA. Una decisione «precipitata», che apre «una ferita democratica» nel tessuto portoghese. Così il portavoce della Conferenza episcopale lusitana, padre Manuel Morujao, ha bocciato drasticamente il matrimonio fra persone dello stesso sesso, approvato dal Parlamento portoghese con l’appoggio dei partiti di sinistra. I deputati non hanno preso in considerazione la richiesta di referendum, presentata dalla Piattaforma “Cittadinanza e Matrimonio”. L’esigenza di una consultazione popolare – ha sottolineato padre Morujao – «è stata avanzata da almeno centomila persone», ma è stata rifiutata dal Parlamento. «I vescovi pensano che i cittadini meritino di essere trattati con maggiore rispetto», soprattutto quando si parla di «un tema così importante». E invece ha preso il sopravvento la fretta, «la precipitazione». La famiglia – indica il portavoce della Conferenza – «possiede un’identità unica, impareggiabile e insostituibile»: essere contrari alla legalizzazione delle nozze gay «non va contro le persone omosessuali», ma contro la possibilità di «equiparare il matrimonio» con altre relazioni. La legge portoghese non permette alle coppie gay l’adozione di minori. Per padre Morujao questo punto dimostra la contraddizione legale nei confronti della famiglia tradizionale e «un sussulto di coscienza» nel riconoscere che i bambini non possono essere pregiudicati da questo tipo di matrimonio. ( Mi.Co.) Questo articolo ha ricevuto 207 visite.
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