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| Svolta cinese sugli omosessuali un bar gay finanziato dallo Stat |
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| Dopo quelli nelle metropoli, un locale anche in provincia: "Fa prevenzione contro l´Aids" |
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| Martedì 22 Dicembre 2009 |
| di la Repubblica |
| in Mondo |
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PECHINO - Motivando ufficialmente la scelta con la necessità di promuovere la prevenzione dell´Aids, le autorità cinesi hanno fatto un nuovo passo avanti nella rimozione dell´omofobia. Il primo bar gay di provincia ha aperto infatti ieri a Dali, una località turistica nella zona meridionale dello Yunnan. In Cina locali per omosessuali sono già diffusi nelle metropoli come Shanghai o Pechino, ma è la prima volta che questa ventata di modernità arriva anche in un piccolo centro.
Un progresso da non poco, se si considera che fino a meno di dieci anni fa l´omosessualità era considerata una «malattia mentale» e ancora nel 1997 era un crimine. Ovvio quindi che nelle zone rurali del paese la vita per gay e lesbiche sia alquanto complicata e che la maggior parte di loro viva la propria sessualità in clandestinità. La novità di Dali potrebbe aprire però una breccia anche in questo mondo chiuso. Anche perché il bar gestito dal medico dermatologo Zhang Jianbo, caso unico sino ad oggi, inizia l´attività con la benedizione delle autorità politiche. «Non lo chiuderemo, anzi, lo aiuteremo», ha chiarito un funzionario locale.
Jianbo ha precisato che il locale sarà aperto tutti i giorni, fino a mezzanotte, e che i prezzi verranno tenuti al livello più basso possibile. «L´obiettivo non è il profitto, ma promuovere la consapevolezza sull´Aids in Cina», ha spiegato, aggiungendo che presso il bar sarà organizzata anche una distribuzione gratuita di profilattici. Tanta disponibilità da parte del governo non è infatti casuale: Dali risulta essere una delle dieci città cinesi con il maggior numero di malati di Hiv dell´intero paese.
Per l´inaugurazione del bar sono accorse una sessantina di persone. «Pensavo che tutta la pubblicità che c´è stata avrebbe spaventato molte persone, invece sono venuti in tanti, anche da fuori Dali», ha sottolineato il proprietario tirando un sospiro di sollievo. Secondo quanto riferito dall´agenzia Nuova Cina, l´apertura era prevista inizialmente per il primo dicembre, ma è stata rinviata di alcune settimane «per proteggere la privacy dei volontari e dei clienti» in seguito alla curiosità mostrata dai mezzi di comunicazione cinesi e stranieri per l´avvenimento. La nuova data è stata quindi fissata in "segreto", solo attraverso un passaparola, evitando qualsiasi forma di pubblicità, compresa quella all´interno dei siti web gay. Questo articolo ha ricevuto 222 visite.
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