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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
Westminster apre porte a matrimoni gay, il primo a marzo
Westminster apre porte a matrimoni gay, il primo a marzo
A convolare sarà Chris Bryant, ministro per l'Europa
Lunedì 02 Novembre 2009
di Apcom
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Sfidando le convenzioni e la reputazione di luogo rimasto fermo al passato, le austere stanze di Westminster potrebbero, tra meno di un anno, ospitare un matrimonio gay. Protagonista, il ministro per l'Europa, Chris Bryant, che impalmerà il suo compagno, Jared Cranney, diventando così il primo parlamentare gay della storia a celebrare un'unione civile all'interno del Parlamento, secondo quanto riferito dal quotidiano britannico 'The Independent'.



"Jared e io siamo fidanzati e speriamo di celebrare un'unione civile, che per noi è un matrimonio, a marzo dell'anno prossimo", ha spiegato il giovane ministro, aggiungendo: "Vorremmo farlo al Parlamento, se possibile". Bryant e Jared si sono incontrati ad aprile dell'anno scorso e ora stanno mettendo a punto i dettagli della cerimonia con lo 'speaker' della Camera dei Comuni, John Bercow.



Le cerimonie nuziali all'interno del Parlamento non sono una novità per i parlamentari, i Pari e le loro famiglie, che da secoli convolano a nozze nella cappella quattrocentesca all'interno dell'imponente complesso di Westminster. Tuttavia - sottolinea l'Independent - come tutti i luoghi religiosi in Gran Bretagna, non può essere usato per le unioni civili, il che vuol dire che occorre trovare un altro luogo per celebrare l'unione tra Bryant e il suo fidanzato.



Bercow vorrebbe che la cerimonia avvenisse nella Speaker's House, ossia la sua residenza ufficiale in riva al Tamigi nel palazzo di Westminster. La celebrazione dell'unione dovrebbe aver luogo nel salone delle cene, teatro di molti eventi ufficiali offerti dallo Speaker. Il presidente della Camera dei Comuni vorrebbe che la residenza diventasse la sede abituale per le unioni civili dei parlamentari gay.



Bryant è noto per le sue attività sul fronte dei diritti dei gay.

In particolare, ha lanciato numerosi appelli alla Chiesa affinchè vada avanti nel riconoscimento delle unioni civili, chiedendo al clero della Chiesa d'Inghilterra di essere "molto più aperto" e di trattare la cerimonia come un matrimonio eterosessuale. "Tutti i miei amici che hanno stretto un'unione civile ne parlano come del loro 'matrimonio' o delle loro 'nozze', e quindi la cosa più importante è che nessuno sia discriminato per via del suo orientamento sessuale", ha spiegato recentemente in un'intervista.



Il premier Gordon Brown ha dichiarato il mese scorso di volere che il Parlamento venga usato per le cerimonie civili. Secondo fonti di Downing Street si tratterebbe di un "potente messaggio sul fatto che la madre di tutti i Parlamenti è veramente rappresentativa".

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