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| Germania. Governo cristiano con ministro gay |
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| Il caso Westerwelle. Wowereit il sindaco gay di Berlino alla conquista dell'Spd |
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| Mercoledì 30 Settembre 2009 |
| di Il Sole 24 ore |
| in Mondo |
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Che il leader tedesco Guido Westerwelle sia la star politica europea del momento è ormai noto ai lettori. Il suo partito Fdp ha agganciato la coalizione di governo con la Cdu ed è adesso lui, un modernizzatore del mercato in un continente intorpidito nel noioso letargo di proteggere e difendere l'esistenza senza neppure sognare riforme, a incalzare la Merkel. Tagliare le tasse per realizzare 50 miliardi di euro, razionalizzare la spesa sanitaria, rendere flessibile il teutonico mercato del lavoro, esercito professionale e collaborazione con la Casa Bianca di Obama. Meno nota, la scelta personale di Westervelle, che nel 2004 si presentò al party di compleanno della Merkel con il compagno omosessuale, il businessman Michael Mronz. La Germania avrà così presto il suo primo ministro degli Esteri dichiaratamente gay. Nessuno scandalo, nessuna protesta e alleanza con i democristiani Cdu Csu, protestanti e cattolici. Quanta distanza dalle molotov italiane contro i club gay ma anche dal circo Luxuria, incerta tra Montecitorio e Isola dei Famosi. Auguri a Westerwelle per il suo lavoro e la sua vita, e a noi per un progresso meno riluttante.
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Wowereit il rosso alla conquista dell'Spd
Il sindaco di Berlino potrebbe esportare a livello nazionale l'eretica alleanza con Die Linke
Marco Alfieri
BERLINO. Dal nostro inviato
L'ultima grana è scoppiata questa estate. Tre mesi di blocco della S- Bahn, i treni della metropolitana sopraelevata che attraversa la città. Hanno trovato dei vagoni difettosi e hanno dovuto fermarla. Solo in questi giorni la mobilità sta riprendendo. Una tegola che ha fatto arrabbiare i berlinesi facendogli perdere un po' di popolarità, tanto da suggerire ai suoi detrattori che la rotta Spd in alcuni quartieri della capitale passati alla Cdu (Spandau, Reinickendorf, Neukolln, Tempelhof-Schoneberg), in fondo sia dovuta anche alla serrata dei treni.
Eppure Klaus Wowereit, nonostante una maggioranza risicatissima alla Rathaus, resta un sindaco amato a Berlino. Narciso e bon viveur, dandy dal ciuffo argentato con tanto di copertina in carniere su Men's Health, che qualche tempo fa lo ha eletto uomo politico meglio vestito di Germania. Ma soprattutto, da domenica, dopo la legnata elettorale della sua Spd, in pole position per la successione a quel che resta della gloriosa socialdemocrazia tedesca. Mission impossible ma forse non per lui, borgomastro della capitale dal giugno 2001, quando riporta l'Spd ad essere il primo partito cittadino dopo 25 anni di dominio Cdu, mandando a casa 10 anni di Grosse Koalition del sindaco democristiano Eberhard Diepgen, nel bel mezzo di un clamoroso scandalo finanziario. Non contento, Wowereit si fa notare facendo outing in campagna elettorale: «Sono omosessuale, e va bene così!», dice piatto piatto. Diventando il primo leader di un Land a dichiararsi pubblicamente. La cosa imbarazza un po' i vertici del partito, non certo gli smagati berlinesi che gli danno fiducia. Verrà poi riconfermato nel gennaio 2002 e nel settembre 2006.
Wowereit è nato a Berlino 56 anni fa. Ma da quando si è laureato in legge alla Freie Universität ha fatto sempre politica. Vice presidente della Spd berlinese (1991-95), poi presidente (1995-2001), poi, appunto, sindaco. Sempre da bastian contrario. Come quando nel 2001 ha fatto arrabbiare il cancelliere Schröder, varando una coalizione rossa-rossa (Spd-Linke) due anni dopo la rottura con Oskar Lafontaine. Il massimo dell'eresia. Eppure dopo otto anni i fatti sono con lui. Wowereit ha preso in mano una città con 60 miliardi di debiti sostanzialmente ripianati o quasi. In mezzo, una sfida dietro l'altra: ad esempio nel 2006, all'indomani dell'omicidio di una giovane turca uccisa dal fratello che la considerava troppo “occidentalizzata”, il sindaco, cattolico, decide per l'abolizione in tutte le scuole cittadine dell'ora di religione obbligatoria, sostituendola con un'ora di etica. Apriti cielo.
Sono gli anni del rinascimento berlinese. Gli architetti, le mostre, i locali sulla Sprea, i ragazzi dell'Erasmus,le imprese high-tech, e la tolleranza multiculturale, senza mai episodi da banlieue parigina. “Berlino povera ma sexy”, eccola l'ennesima trovata mediatica di un sindaco che ha passato i suoi anni alla Rathausa dover rientrare dal maxi buco ereditato e costretto a giocare dove può.
Una luna di miele anche furba, certo, che spinge molti a pensare che la ripartenza socialdemocratica non possa che passare dall'anomalia Berlino, in cui il binomio “rosso-rosso” diventa il marchio di fabbrica con cui l'ambizioso Wowereit spera di traslocare direttamente alla Cancelleria.
In fondo, ripetono dal suo entourage, nel governo della cittàstato la Linke ha quasi sempre mostrato responsabilità, votando anche politiche di risparmio indispensabili per un bilancio che stava finendo in bancarotta.
Da Berlino al voto di domenica il passo è breve. La sinistra Spd, a cui appartengono sia Wowereit che l'attuale numero due del partito, Andrea Nahles, da tempo premeva per tornare all'opposizione. Una strategia per ripensarsi, archiviando la stagione del “neue mitte” schröderiano e la mistica degli anni clintoniani. È l'unico modo per evitare l'emorragia del grande abbraccio con i moderati, che secondo un'analisi sui flussi pubblicata ieri dalla Faz, domenica ha fatto perdere all'Spd 780mila voti verso Linke, 710mila verso i Verdi, 620mila verso Cdu, 430mila verso Fdp e addirittura 1,6 milioni verso l'astensione.
Lo tsunami elettorale ieri ha fatto la sua prima vittima: il segretario del partito, Hubertus Heil, ha rimesso il suo mandato. Lo sconfitto uscente alla cancelleria, Frank Walter Steinmeier, è invece diventato il nuovo capogruppo al Bundestag. Anche se la vera sfida sarà chi sostituirà al vertice Franz Müntefering, destinato prestissimo a lasciare. Da mesi c'è chi spinge per il cambio generazionale. E qui si torna alle ambizioni di Wowereit. Non è un caso che sia stata proprio la Spd berlinese ieri a chiedere la testa dei vertici socialdemocratici e l'abbandono di Agenda 2010, il pacchetto voluto da Schröder per riformare previdenza e mercato del lavoro. Il capogruppo Michael Müller ha presentato una rosa di 4 papabili al vertice: Nahles, il ministro dell'Ambiente uscente Sigmar Gabriel, quello del Lavoro Olaf Scholz e, appunto, Klaus Wowereit. La resa dei conti è scoccata. E il sindaco berliner,in scadenza l'anno prossimo, ha buone chance di farcela.
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La Bild incorona Guido e compagno
Compagni da sei anni
Il leader dei liberali tedeschi Guido Westerwelle e il suo compagno Michael Mronz sono la nuova "coppia di potere", dichiaratamente gay, della Germania. A incoronarli è il tabloid tedesco Bild, che pubblica una foto dei due abbracciati durante la festa elettorale di domenica sera, con il titolo: «Il suo uomo lo rende così forte». Figlio di architetto, uomo determinato e ambizioso, Michael Mronz, 42 anni, è un manager sportivo di successo (guida l'agenzia Mmp da lui stesso fondata).
L'outing
I due, che condividono la passione per la musica classica, si sono conosciuti nell'agosto 2003 a Colonia.L'anno seguente,in occasione del cinquantesimo compleanno della Merkel, Westerwelle (47 anni) ha portato con sé il partner e ha reso pubblica la sua relazione, che in Germania non ha mai suscitato scalpore Questo articolo ha ricevuto 371 visite.
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