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Johannesburg, 24 set. - Dopo la condanna di Thato Mphiti a 31 anni di carcere, reoconfesso, un altro imputato e' stato condannato all'ergastolo per lo stupro di gruppo e l'omicidio ad aprile dell'anno scorso di Eudy Simelane, ex capitano della nazionale femminile del Sud Africa, fu morta in un parco di Kwa Thema, localita' non distante da Johannesburg.
Fu trovata nuda e il corpo deturpato da una ventina di coltellate. Pago' cosi', appena trentunenne, il suo 'outing', la condivisione pubblica del suo essere lesbica. All'inizio di settembre altri tre imputati tra i 18 e i 24 anni sono andati alla sbarra per l'omicidio. Simelane sognava di diventare la prima donna ad arbitrare una partita della Coppa del Mondo, che l'anno prossimo si giochera' in Sud Africa.
Secondo Human Rights Watch, lo "stupro correttivo" delle ragazze lesbiche nelle scuole del Sud Africa sta diventando il crimine piu' diffuso. Le organizzazioni lesbiche e gay dicono -a riferirlo e' ActionAid- che ogni settimana sono almeno 10 i casi di cui si occupano. Sempre secondo ActionAid, l'86 per cento delle lesbiche nere vive con la paura dello stupro e solo una minoranza sono denunciati alla polizia e, di questi, solo uno su cinque finisce in tribunale e appena il 4 per cento si conclude con una condanna. Questo articolo ha ricevuto 246 visite.
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