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| A Shanghai show di drag queens |
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| Per il gay pride cinese |
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| Lunedì 15 Giugno 2009 |
| di Il Manifesto |
| in Mondo |
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Il primo gay pride cinese, che si è dipanato a Shanghai nel corso di un'intera settimana e termina oggi, ha avuto ieri il suo momento clou con uno show di drag queens fasciate da costumi dell'opera cinese. Col favore della sera, sono stati persino celebrati due finti matrimoni gay. Ma la censura delle autorità su alcuni degli eventi programmati, lascia un bilancio controverso di quello che è stato comunque uno storico «coming out» per un paese che solo nel 1997 ha decriminalizzato l'omosessualità e fino al 2001 l'ha bollata come malattia mentale. Sebbene certa stampa ufficiale, come il quotidiano in lingua inglese China Daily, abbia definito la settimana dell'orgoglio gay «una dimostrazione del progresso sociale del paese», lo stigma ufficiale resta forte. La sfilata per le strade di Shanghai, una delle città cinesi più aperte, è stata vietata, proiezioni di alcuni film e performance teatrali in luoghi semi pubblici non sono state consentite. Il Big Bash, il grande barbecue che si doveva tenere all'aperto, alla fine si è svolto nel chiuso di un bar. Gli eventi si sono tenuti soprattutto in sedi private, ma sono stati moltissimi e di grande successo. Questo articolo ha ricevuto 205 visite.
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