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| Cheney più a sinistra dei liberal: «Nozze gay» |
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| Il numero due di Bush propone che siano i singoli Stati a legiferare. Obama favorevole solo alle unioni civili |
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| Mercoledì 03 Giugno 2009 |
| di Corriere della Sera |
| in Mondo |
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L’ex vice presidente ha una figlia omosessuale: «In famiglia siamo abituati»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK — Dick Cheney molto più a sinistra di Barack Obama sul tema dei diritti gay? A dirlo è la «blogosfera » che ha reagito con stupore alla recente scesa in campo dell'ex vicepresidente americano a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. «Sono favorevole alle nozze gay purché la questione venga decisa Stato per Stato», ha dichiarato Cheney intervenendo al National Press Club di Washington, spiegando che «le persone dovrebbero essere libere di entrare in qualsiasi tipo di unione o di contratto esse desiderino. Perché la libertà deve essere per tutti».
Il più odiato e vituperato dinosauro della destra Usa si ritrova, insomma, eroe per un giorno della comunità gay americana. E di blogger liberal come Arianna Huffington secondo cui «il confronto politico in America non contrappone più destra e sinistra, ma giusto e sbagliato». Eppure il motivo che ha spinto Cheney a rompere con l'ortodossia repubblicana è più personale ed opportunistico che non ideale.
«Come molti di voi sanno una delle mie figlie è gay e la mia famiglia vive con questa realtà da tanto tempo», ha spiegato Cheney al NPC. L'ultimogenita Mary, nata nel marzo 1969, è una lesbica dichiarata che vive con la sua compagna Heather Poe e con il loro figlio Samuel, partorito dalla stessa Mary nel 2007. Le due non hanno mai potuto sposarsi perché risiedono in Virginia dove persino le unioni civili e le adozioni gay sono vietate. Dick Cheney è, a tutti gli effetti, un «nonno illegale». Un ostacolo cui la liberalizzazione delle nozze gay nel suo Stato potrebbe ovviare.
Ciò non significa però che l'ex numero due della Casa Bianca sia a favore dei matrimoni gay sempre e comunque. «Sono contrario ad una legge federale per disciplinare la materia — ha precisato Cheney — Storicamente i matrimoni sono sempre stati regolati a livello statale e penso che dovrebbe continuare ad essere così». Pur con i dovuti distinguo, il suo endorsement lo pone a sinistra del presidente Obama, favorevole alle unioni civili tra persone dello stesso sesso ma contrario ai matrimoni gay.
Un'ironica contraddizione che non è sfuggita alla penna tagliente dei blogger. «Mentre Cheney faceva il paladino dell'uguaglianza matrimoniale, l'amministrazione Obama vietava l'ingresso a sessanta canadesi sieropositivi», tuona Andrew Sullivan, influente editorialista conservatore e gay. «E per darci un contentino — ha rincarato la dose — il presidente ha fatto un piccolo gesto su Stonewall».
Sullivan si riferisce alla decisione di proclamare giugno negli Stati Uniti il mese per i diritti degli omosessuali, annunciata ieri da Barack Obama in un documento ufficiale della Casa Bianca. La scelta di giugno è legata al fatto che in questo mese, trenta anni fa, la polizia prese d'assalto un celebre bar gay di New York, lo Stonewall Inn di Christopher Street, provocando una rivolta, scontri e arresti nelle strade del Greenwich Village, dando vita al movimento gay in America.
L'iniziativa di Obama non è però nuova. «Già dieci anni fa aveva fatto lo stesso il suo predecessore democratico Bill Clinton», ha commentato acido Sullivan.
Alessandra Farkas Questo articolo ha ricevuto 167 visite.
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