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| Gay Pride a Mosca, niente sfilata 83 arresti |
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| Scontri in piazza |
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| Domenica 17 Maggio 2009 |
| di La Stampa |
| in Mondo |
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Non autorizzato, ma convocato di proposito nel giorno della finale di Eurovision, il Gay Pride di Mosca è finito con 83 arresti, inclusi l’organizzatore della parata Nikolai Alekseev e due stranieri, l’attivista britannico Peter Tatchell e lo statunitense Andy Thayer. Fermata anche Irina Fiet, che con la compagna il 12 maggio aveva tentato senza successo di registrare il primo matrimonio lesbico in Russia. Un Gay Pride, dunque, nel segno dei diritti civili più che dell’orgoglio omosessuale. Organizzato in modo da attirare l’attenzione dei giornalisti, giunti a centinaia a Mosca per l’Eurovision. L’omosessualità non è più un reato in Russia dal 1993, ma solo dal 1999 non viene considerata una malattia mentale e comunque l’omofobia è ancora piuttosto diffusa. Così nella centrale piazza Pushkinskaia, dove centinaia di agenti erano impegnati a impedire ogni possibilità d’assembramento, oltre agli attivisti gay - che di fatto non hanno mai iniziato a sfilare - si sono presentati anche gli ultraortodossi, che avevano promesso di fermare in ogni modo questa «riunione di sodomiti». Questo articolo ha ricevuto 274 visite.
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