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| Una donna gay alla corte suprema Usa |
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| Potrebbe essere il prossimo giudice: un’ipotesi che segnerebbe una clamorosa svolta |
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| Venerdì 08 Maggio 2009 |
| di Il Tirreno |
| in Mondo |
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NEW YORK. Il prossimo giudice della Corte Suprema potrebbe essere una donna apertamente gay: i gruppi per i diritti degli omosessuali premono sul presidente Barack Obama per una storica svolta ai vertici del sistema giudiziario americano e oggi uno spiraglio di apertura è arrivato da un senatore repubblicano dell’Alabama, Jeff Sessions, il leader della minoranza in Commissione Giustizia del Senato. Fino a qualche mese fa l’eventualità di un giudice della Corte Suprema gay rientrava nell’ambito della fantapolitica. «Non credo che il fatto di ammettere tendenze gay squalifichi una persona di per sè dalla carica», ha detto Sessions, che di recente ha parlato con Obama delle prospettive aperte dalle dimissioni annunciate una settimana fa dal giudice uscente David Souter. Due candidate alla Corte Suprema i cui nomi sono circolati nei giorni scorsi sono gay: Kathleen Sullivan e Pamela Karlan, entrambe della Stanford Law School. Perchè la scelta cada su una di loro si stanno battendo i movimenti gay, delusi finora perchè il presidente non ha ancora pescato nella loro comunità per posti di primo livello nell’amministrazione. Le probabilità non sono molte, ma se davvero Obama si muovesse in quella direzione, sarebbe un segnale storico in un momento in cui la questione dei matrimoni gay è tornata alla ribalta con il voto del Maine: lo stato del New England si è unito ieri agli altri quattro che hanno riconosciuto la legittimità delle nozze di coppie omosessuali: uno di questi l’Iowa, nel conservatore midwest. Il presidente ha fatto sapere che scioglierà presto la riserva, mentre da più parti la Casa Bianca è sollecitata a puntare su una donna: lo ha detto a chiare lettere anche Ruth Bader Ginsburg, l’unica giudice donna rimasta alla Corte dopo le dimissioni di Sandra O’Connor, che di recente ha confessato quanto questa «solitudine» le pesi. La Ginsburg ha 76 anni è qualche mese fa è stata operata per la seconda volta di cancro: se anche lei dovesse dimettersi, in assenza di una nomina di una donna da parte di Obama, la Corte Suprema tornerebbe ad essere un«all boys club». La questione gay è uno dei test che attendono al varco la Casa Bianca sul fronte del sociale. Questo articolo ha ricevuto 191 visite.
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