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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
Il nuovo poeta di Corte? E' donna e gay
Il nuovo poeta di Corte? E' donna e gay
Londra, Gordon Brown ha scelto il nuovo «Poet Laureate» per la famiglia reale
Domenica 03 Maggio 2009
di Corriere.it
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LONDRA — Una lesbica a Buckingham Palace è un titolo sgarbato e a effetto. Ma in questo caso, nessuno se ne abbia a male, calza alla perfezione: senza offese e senza volgarità. Anzi. È una cosa serissima, una notizia che spezza le tradizioni di corte e archivia i pregiudizi sia delle candide anime Tory sia dei «nuovi» laburisti. Non fu proprio Tony Blair a bocciare dieci anni fa Carol Ann Duffy? La poetessa era fra le più quotate candidate, forse la più quotata, a diventare «Poet Laureate».



Aveva un curriculum straordinario: scozzese, classe 1955, libri, poemi, i premi più prestigiosi, una cattedra all’Università di Manchester, conosciuta, stimata, quotata, geniale. C’era un «però», di quelli che non dovrebbero mai esserci. Sul filo di lana fu respinta perché, si disse, all’inquilino di Downing Street non pareva opportuno trasferire alle dipendenze della Casa Reale una donna che confessava di amare altre donne, in particolare Jackie Kay collega e convivente. Meglio evitare scandali e gossip. Tanto più che Carol Ann Duffy aveva pure una figlia.



Come potevano conciliarsi un ruolo immacolato e i suoi sentimenti «ambivalenti»? E allora, affidandosi alla storia lunga di quasi quattro secoli, Blair appose la crocetta rossa e ripescò dal mazzo un uomo di lettere illustre, Andrew Motion, che proseguiva la striscia di poeti, intellettuali maschi, chiamati a intrattenere, glorificare, umanizzare casa Windsor agli occhi dei fedelissimi sudditi. Un altro laburista ha invertito la rotta. E Carol Ann Duffy, con qualche ritardo, si è vista nominare, dal governo di Gordon Brown, «Poetessa di corte», Poet Laureate di Buckingham Palace. Che rivoluzione. La prima donna. La prima lesbica. Che, per un decennio, celebrerà in versi i grandi eventi, belli e brutti, della Corona. Il primo, ufficialmente, nel 1668 fu John Dryden nominato da Carlo II. L’ultimo, il ventesimo, è stato Andrew Motion e con lui la carica, che si esauriva con la morte del Poet Laureate, ha circoscritto la sua efficacia nel tempo a un decennio.



Andrew Motion ha reso in versi il centesimo compleanno della Regina madre e il suo addio, ha cantato in rime l’ottantesimo anno di Elisabetta come pure il ventunesimo del principe William, ricorrendo in questo caso alla modernità dello stile rap, ha pure dato mostra del suo magnifico poetare in occasione del matrimonio di Carlo con la duchessa della Cornovaglia, Camilla. Qualche giorno fa ripulendo lo studio vicino a Buckingham Palace ha offerto un consiglio al successore, ancora non si sapeva chi fosse: non permetta che i ricevimenti e le feste annullino la privacy del poeta, ne va dell’ispirazione. «Ad un certo punto, io mi sono sentito travolto e vuoto».



Carol Ann Duffy non è la signora che si fa incatenare dai cerimoniali. Lo si è sempre saputo. E, ancora di più, ne ha dato conferma venerdì, quando si è confessata alla Bbc: «Non è mica obbligatorio che rappresenti in poesia un matrimonio o un qualsiasi evento di Casa Reale. Dipenderà dal mio stato d’animo e dal mio cuore. Se non vi sarà un impulso emotivo, non comporrò». Insomma, nessuna forzatura. «Devo essere libera ». E lo sarà. Come potrebbe essere altrimenti? Carol Ann Duffy ha spesso acceso i dibattiti ma le opere di cui è autrice sono comunque capolavori, a cominciare da «La moglie del mondo» (in Italia edito da Del Vecchio). Se ha deciso di mettere l’arte al servizio di Sua Maestà di sicuro non è per soldi. Il Poet Laureate riceve un compenso di 5.750 sterline all’anno e, una tantum, una botte da 600 litri di bianco delle Canarie. Uno sherry raffinato. Perfetto per accompagnare le sue poesie.

Fabio Cavalera

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