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| Dietrofront in Francia sulla legge del «terzo genitore» |
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| La misura s’indirizzava in particolare alle cosiddette «famiglie ricomposte» |
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| Lunedì 30 Marzo 2009 |
| di Avvenire |
| in Mondo |
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di DANIELE ZAPPALÀ
Dopo settimane di aspre polemiche, il governo francese ha deciso di congelare il progetto di legge sullo «status del terzo genitore » . La discussione della bozza in Parlamento, secondo gli auspici del presidente Nicolas Sarkozy, era prevista già ad aprile.
Ma di fronte alla resistenza tenace di una vasta fronda di deputati della maggioranza e all’aperta denuncia lanciata dal ministro di area cattolica Christine Boutin, l’esecutivo ha deciso di «correggere» il testo iniziale preparato da Nadine Morano, segretario di Stato alla Famiglia, in collaborazione con la Guardasigilli Rachida Dati.
Ufficialmente, la bozza intendeva conferire uno status giuridico alla «relazione affettiva» fra il nuovo partner di un genitore separato e i figli di quest’ultimo. La misura s’indirizzava in particolare alle cosiddette «famiglie ricomposte» , un fenomeno sempre più diffuso in Francia, dove circa 1,6 milioni di bambini vivono il dramma della separazione dei genitori.
Ma il preteso «status» , concepito in realtà in modo da eludere la distinzione fra «padre» e «madre» , è stato presto denunciato da più parti come un tentativo d’introdurre in modo surrettizio una sorta di adozione da parte di partner dello stesso sesso. Una scelta, in aperto contrasto con la linea del partito neogollista, che la Morano ha avuto molte difficoltà a giustificare anche nei confronti di diversi colleghi dell’esecutivo.
A porre fin da subito il proprio altolà è stata proprio Christine Boutin, ministro delle politiche abitative e capofila della corrente della maggioranza da sempre più inflessibile verso i tentativi di strappo del governo su temi sociali legati in particolare alla famiglia: «Non accetterò che si riconosca per vie traverse l’omoparentalità e l’adozione da parte delle coppie omosessuali» .
La denuncia ha presto innescato una levata di scudi anche fra i banchi della maggioranza all’Assemblée Nationale, spingendo subito il capogruppo neogollista Jean- François Copé a nominare una commissione di lavoro per «approfondire» la questione. Ma quest’annuncio non è bastato a far tacere tanti deputati, pronti a «dare battaglia» in aula contro il proprio stesso campo pur di difendere certi principi. «Non vale la pena di far rientrare per la finestra ciò per cui la porta resta chiusa» , ha dichiarato ad esempio Jean- Frédéric Poisson. Ed anche il nuovo segretario dell’Ump, Xavier Bertrand, di fronte allo scivolone ormai evidente, si è precipitato a ribadire la linea tradizionale della maggioranza.
Nelle settimane scorse, la Conferenza episcopale aveva lanciato un chiaro monito contro un progetto di legge che «offre uno statuto genitoriale e coniugale a unioni fra partner dello stesso sesso» . Ed hanno espresso pareri concordanti pure federazioni di associazioni familiari influenti e capillari come l’Unaf.
L’Eliseo, che aveva inizialmente chiesto un’approvazione in tempi rapidi, è stato così costretto a fare retromarcia davanti allo spettro di una zuffa di partito alla vigilia delle elezioni europee. Ufficialmente, il progetto di legge è «rimandato » al prossimo anno parlamentare, ma le modifiche chieste dai deputati dovrebbero di fatto svuotare le future bozze di ogni punto controverso.
Per il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, che negli ultimi mesi ha coniugato indiscutibili successi in politica estera – soprattutto durante il semestre francese dell’U- nione europea – con prestazioni molto più altalenanti e controverse sul fronte interno, si tratta di fatto di una nuova riforma annunciata e poi riposta nel cassetto.
Bloccato di fatto il progetto sul riconoscimento di relazioni affettive tra i figli di separati e il nuovo partner. Il provvedimento aveva scatenato reazioni fortissime anche da parte del mondo religioso Nicolas Sarkozy (Reuters) Questo articolo ha ricevuto 202 visite.
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