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| Madrid, destra in piazza contro Zapatero: "No al matrimonio gay" |
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| L´appello della Chiesa spagnola che due settimane fa aveva lanciato una campagna shock |
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| Lunedì 30 Marzo 2009 |
| di la Repubblica |
| in Mondo |
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MADRID - L´appello alla mobilitazione è venuto, ancora una volta, dalla Chiesa spagnola, da sempre schierata contro il governo Zapatero. Ma in prima fila, a manifestare nel centro di Madrid contro l´aborto, non c´erano vescovi e sacerdoti.
Sono state le organizzazioni dell´ultradestra cattolica, in testa il gruppo «Hazteoir» (fatti sentire), lo stesso che promosse le proteste contro i matrimoni gay e la difesa dell´insegnamento della religione, a scendere in piazza per contrastare la riforma della legge voluta dal governo Zapatero. Mezzo milione secondo gli organizzatori, ma la polizia locale sostiene che non erano più di diecimila (e in effetti il corteo, per niente corposo, si è sciolto appena mezz´ora dopo essere partito dalla Calle Alcalá, davanti alla sede del Ministero dell´Uguaglianza).
In questo caso, contrariamente a quanto è avvenuto in occasione di altre proteste contro le riforme sociali varate dal governo socialista, non c´è stata una mobilitazione da parte degli elettori del Partito Popolare.
I vertici del principale gruppo dell´opposizione hanno preferito prendere le distanze, anche se criticano Zapatero per una legge che in parte non condividono, soprattutto perché prevede la possibilità di abortire tra i 16 e i 18 anni d´età senza il consenso dei genitori.
Ma il governo è deciso a varare al più presto una legge che consenta alla Spagna di allinearsi sulle posizioni della maggior parte dei paesi europei: una normativa che permetta di abortire liberamente in un periodo da definire (probabilmente nelle prime 14 settimane di gravidanza) e non, come ora, solo in casi specifici come il pericolo per la salute fisica o psichica della madre, malformazione del feto e casi di violenza sessuale.
La Conferenza episcopale aveva lanciato due settimane fa una campagna-shock contro l´aborto sostenendo che in Spagna si protegge di più «la lince iberica che l´embrione umano».
(a. o.)
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L'attacco di Avvenire
GLI «STRAPPI» DEI SOCIALISTI
Una scia di leggi contro etica e famiglia
Durante il suo primo mandato ( 2004- 2008), il governo di José Luis Rodriguez Zapatero ha sfornato in tempi record una batteria di riforme legislative che hanno toccato temi etici e terreni spinosi. A causa di queste modifiche legislative il dialogo fra l’esecutivo, la Chiesa spagnola e gli elettori cattolici hanno vissuto momenti di difficoltà.
Una delle riforme più discusse è stata quella del Codice civile per permettere il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Oltre ad aver eliminato il concetto di marito e moglie, la modifica ha aperto le porte all’adozione di minori da parte di coppie gay. Parallelamente alle nozze omosessuali, il governo ha proposto il cosiddetto «divorzio express» che oggi permette agli spagnoli di dividersi subito: se c’è accordo fra le parti, è sufficiente che siano trascorsi tre mesi dalla celebrazione del matrimonio. I critici accusano l’esecutivo di aver scardinato alcuni dei punti saldi della struttura sociale e familiare spagnola. Il governo risponde: le leggi vanno aggiornate, la società è cambiata. Accese polemiche ha suscitato anche la norma sulla fecondazione assistita, la ricerca con gli embrioni e la diagnosi preimpianto. Terminata la legislatura, nell’ultima campagna elettorale i socialisti hanno sfoderato un’immagine più moderata, pronti a captare i voti del centro. Ma nel pieno della crisi economica, ora il governo ha deciso di andare alla conquista dei voti della sinistra radicale con la riforma dell’interruzione di gravidanza. In Spagna nel 2007 gli aborti sono stati oltre 112.000. ( M. Cor.) Il premier Zapatero Questo articolo ha ricevuto 149 visite.
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