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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
GB. Il leader islamico: «Mandelson? Va lapidato come tutti i gay»
GB. Il leader islamico: «Mandelson? Va lapidato come tutti i gay»
in Inghilterra, è un fenomeno mediatico
Domenica 22 Marzo 2009
di Corriere della Sera
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA — Gli omosessuali? Tutti da lapidare. Per Anjem Choudary, leader degli estremisti islamici con tanto di passaporto britannico, non vi è dubbio su quello che dovrebbe essere il destino di gay e lesbiche: pena di morte. Il bello (o il tragico) è che questo signore, nato a due passi da Londra, e oggi guida spirituale di un gruppo di fanatici musulmani, può tranquillamente parlare, convocare conferenze stampa, inveire contro i nemici della sua fede senza che nessuno lo inviti a chiudere la bocca o moderare il linguaggio. Macché. Ormai, in Inghilterra, è un fenomeno mediatico. Ogni volta che decide di dare voce al pensiero parte il circo.

Lui, di famiglia pakistana emigrata, gode di una sorta di immunità: avendo regolare passaporto di Sua Maestà ha tutti i diritti che spettano a un cittadino del Regno Unito. E se ne fa scudo nella maniera più ampia e spregiudicata per predicare una lettura personale del Corano. L'ultimo bersaglio lo ha messo a fuoco nel corso di un incontro convocato in un albergo londinese. «Può accadere che a un uomo piaccia un altro uomo ma se appaga i desideri e se si prova che li ha appagati allora c'è una punizione alla quale deve essere condannato: la morte». Bontà sua, occorrono almeno quattro testimoni ma se si trovano e se confermano la relazione, «l'imputato » ha la vita segnata, ovvero lancio di pietre fino a ucciderlo. Siccome nel governo di Gordon Brown siede un ministro, Lord Mandelson, che è omosessuale è stato chiesto se anche a lui si riferisse. Ed ecco la risposta: «Tutti gli uomini sono uguali».

Una decina di giorni fa Anjem Choudary, «erede» politico dello sceicco Mohammed Bakri che vive in Libano dopo che gli è stato vietato di mettere piede a Londra, si era reso protagonista di una clamorosa protesta. In occasione del rientro a Luton di una battaglione di soldati, reduci dall'Iraq, una ventina di militanti dell'organizzazione islamica «Al Ghurabaa», dallo stesso «predicatore » ispirato, lo aveva accolto con lo slogan «macellai». Polemiche a non finire e una breve tregua. Anjem Choudary è però tornato alla carica con un altro show. Dimenticando che lui, oggi quarantaduenne «fedele custode e interprete della legge coranica», quando frequentava l'Università, era solito condividere con gli amici grandi bevute e feste a luci rosse. Un passato sul quale ha sempre preferito tacere. Solo un breve accenno nell'ultima performance davanti alle telecamere: «All'epoca non ero un musulmano praticante ».

F. C.

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