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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
No dei vescovi al «terzo genitore»
No dei vescovi al «terzo genitore»
Il Vaticano boccia il progetto di legge Sarkozy: «In questo modo si vuole introdurre l’omoparentalità»
Giovedì 12 Marzo 2009
di Avvenire
in Mondo

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DA PARIGI - S i allarga sempre più in Francia il fronte delle proteste contro il cosiddetto progetto di legge sul «terzo genitore», che vuole riconoscere uno status giuridico speciale al rapporto fra il nuovo partner di una persona separata e i figli di quest’ultimo. Il ministro della Giustizia, Rachida Dati, e il segretario di Stato alla famiglia, Nadi- ne Morano, incaricate dal presidente Nicolas Sarkozy di stendere il testo, hanno sostituito la nozione di «madre e padre» con quella generica di «genitori», ammettendo che ciò deve essere inteso come un’apertura ai legami fra persone gay e lesbiche.

Ieri, la dura presa di posizione del Consiglio permanente dei vescovi francesi. «Questo progetto di legge non è necessario. Le disposizioni legali in vigore permettono già delle deleghe d’autorità parentale», osserva in apertura il comunicato ufficiale, prima di affrontare il nodo della questione: «Sostituire in un testo di legge 'padre e madre' con 'genitori' è ben lontano dall’essere cosa di poco conto! È particolarmente infondato l’utilizzo di una deviazione per questo progetto di legge, esibendo l’argomento del bene del bambino, per introdurre la possibilità di estendere la responsabilità genitoriale al partner dello stesso sesso».

I vescovi denunciano dunque il tentativo d’introdurre per vie legislative traverse, se non quasi dissimulate, l’«omoparentalità», ovvero l’adozione da parte di coppie di omosessuali. Nel documento, il Consiglio permanente ricorda poi che «dietro tutto ciò, ci sono due verità che non occorre perdere di vista». Innanzitutto, che «la vita sociale è strutturata dalla relazione uomo-donna e non dalla relazione fra persone dello stesso sesso». E in secondo luogo, che «lo sviluppo e la maturazione di un bambino suppone che abbia un padre e una madre. Nessun elemento scientifico e serio permette di dire che non ci sarebbero danni nel caso un bambino venga cresciuto da due uomini o due donne al posto di un uomo e una donna».

Nelle ultime ore, sembrava sempre più prudente la maggioranza neogollista, già spaccata per via del dissenso aperto di numerosi deputati e senatori. Nonostante l’iniziale volontà del governo di giungere a un’approvazione «in tempi rapidi», il capogruppo neogollista all’Assemblea Nazionale, Jean- François Copé, chiede adesso di prendere tempo, nominando un gruppo di lavoro interno guidato dal deputato Jean Leonetti.

Il ministro della Giustizia Rachida Dati sta lavorando alla legge sul «terzo genitore» (Ap)

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