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| Censura al libro gay, bufera sul festival di Dubai |
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| Il caso Atwood, Adichie, Child e Horowitz solidali con Geraldine Bedell. Mentre arrivano le prime rinunce |
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| Venerdì 20 Febbraio 2009 |
| di Corriere della Sera |
| in Mondo |
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Che cosa è meglio di un festival letterario per far incontrare le diverse culture e favorire lo scambio di idee? Autori provenienti da venti Paesi del mondo, presentazioni di novità librarie e ospiti prestigiosi di livello internazionale, dalla scrittrice canadese Margaret Atwood alla nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie (fresca vincitrice del «Nonino»): almeno nelle intenzioni, il primo Festival letterario internazionale di Dubai avrebbe dovuto decollare con il vento in poppa, per la gioia di uno sponsor come la Emirates Airlines. Invece, a pochi giorni dall'inaugurazione della kermesse (che si aprirà il prossimo 26 febbraio) un atto di censura ha polverizzato l'atmosfera di tolleranza e apertura che sembrava caratterizzare un'iniziativa nuova per il mondo arabo. Gli organizzatori hanno infatti cancellato dal programma la presentazione di un libro che ambienta in un immaginario paese del Golfo una storia d'amore gay, il romanzo The Gulf Between Us
dell'inglese Geraldine Bedell, e la censura non è piaciuta né alla Atwood, né alla Adichie, né ad altri autori come Lauren Child e Anthony Horowitz. Il risultato, riporta il quotidiano inglese
The Guardian, è che l'autrice canadese boicotterà il Festival: lo ha scritto (e pubblicato sul proprio sito) la stessa Atwood in una lettera indirizzata alla direttrice della rassegna, Isobel Abulhoul, spiegando che «come uno dei vicepresidenti internazionali del Pen Club, un'organizzazione impegnata contro la censura degli scrittori, non posso prendere parte al Festival».
Inutilmente, per ora, la direttrice Abulhoul ha spiegato di sapere che «l'opera (della Bedell) potrebbe offendere certe sensibilità culturali locali», riporta un altro quotidiano inglese,
The Independent, e che non fosse «negli interessi di lungo periodo del Festival acconsentire al lancio del libro alla prima edizione di una manifestazione di questo genere nel Medio Oriente». Sembra un invito ad accettare il «male minore», e a considerare l'importanza di un Festival letterario nel dialogo tra culture. Ma la scrittrice inglese finita sulla «lista nera», la Bedell, ha commentato: «Si può avere un festival letterario e bandire libri perché presentano relazioni gay? È questo che significa, fare parte della scena letteraria internazionale? Gli organizzatori affermano di cercare uno scambio di idee, ma non, evidentemente, se questo riguarda il sesso o la fede».
E mentre la notizia sta rimbalzando in queste ore su numerosi siti letterari, altri invitati alla kermesse cominciano a prendere posizione. Per esempio, lo scrittore Horowitz ha fatto sapere che sta considerando la possibilità di boicottare il Festival. E Chimamanda Ngozi Adichie, che pure ha confermato per il momento la propria presenza, ha promesso
che manifesterà agli organizzatori il più fermo dissenso: «Disapprovo fermamente ogni censura a qualunque opera di fiction, è eticamente errato».
Margaret Atwood e la Adichie (foto piccola) Ida Bozzi Questo articolo ha ricevuto 200 visite.
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