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| Dominique Fernandez: mio padre collaborazionista |
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| Lo scrittore accademico di Francia si confronta coi fantasmi del passato |
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| Giovedì 08 Gennaio 2009 |
| di Corriere della Sera |
| in Mondo |
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Critico letterario, scrittore, raffinato italianista, primo accademico di Francia a dichiararsi apertamente omosessuale, Dominique Fernandez
ha deciso adesso, sulla soglia degli ottant'anni, di rompere il suo lungo silenzio sulla figura «scandalosa» del padre e in particolare sulle sue scelte politiche. Di origine messicana, anch'egli critico e scrittore come il figlio, Ramon Fernandez nel 1937 aderì al Partito popolare francese, una forza di estrema destra guidata dell'ex comunista Jacques Doriot, e più tardi collaborò con i nazisti (insieme ai vari Pierre Drieu La Rochelle, Robert Brasillach, Alphonse de Châteaubriant) durante l'occupazione tedesca. Solo la morte, che lo colse a cinquant'anni nel 1944, alla vigilia della liberazione di Parigi, gli evitò di rispondere del suo comportamento. Ora Dominique, nato nel 1929, ricostruisce la parabola del padre, che per parecchio tempo si era collocato a sinistra, in un libro di oltre ottocento pagine intitolato semplicemente Ramon, di cui il settimanale Le Nouvel Observateur ha pubblicato alcuni estratti. Dalle anticipazioni pare che Fernandez rinunci a trovare una spiegazione razionale per le scelte del padre, nella convinzione che «la collaborazione con i nazisti di molti intellettuali francesi fosse più una sottomissione senza convinzione che un'adesione sentita, una sorta di resa arrogante».
A. Car. Questo articolo ha ricevuto 271 visite.
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