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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
A Colonia il centro residenziale omosex
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Martedì 30 Dicembre 2008
di Corriere.it
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COLONIA – «Né un ospizio né un ghetto, Villa Anders è un'iniziativa pionieristica che in futuro potrebbe essere imitata da altre grandi città europee». Mostra fiducia e ottimismo Lisa Weiß, portavoce di «Gay and lesbian living association», organizzazione che dal prossimo novembre darà vita a Colonia al primo centro residenziale per omosessuali, realizzato dalla Gag immobilien Ag, società tedesca posseduta in maggioranza dal Comune di Colonia. Il progetto, partito all'inizio del 2008, costerà complessivamente 7,6 milioni di euro e prevede la creazione di 35 appartamenti di tre tipi (monolocali di 33 metri quadrati con un fitto sociale di 340 euro, bilocali e trilocali rispettivamente da 650 e 800 euro) che saranno affittati a gay e lesbiche residenti nella città tedesca. Già diciannove abitazione di Villa Anders (che in tedesco significa «Villa Alternativa») sono state affittate e gli organizzatori prevedono che entro novembre del 2009 tutti gli appartamenti saranno occupati. Solo un alloggio non sarà abitato, ma diverrà una sorta di spazio comunitario dove l'associazione omosessuale intende organizzare eventi e riunioni.





ASSOCIAZIONE - Incontriamo alcuni membri dell'associazione nella pizzeria italiana «Da Vinci»» che si trova nel quartiere di Ehrenfeld, a pochi passi dal luogo dove sorgerà Villa Anders: il locale è gestito dal siciliano Salvatore Vinci, originario di Palma di Montechiaro (Agrigento), emigrato in Germania nel 1973. Vinci plaude all'iniziativa: «Per me è un esperimento positivo - dichiara -. Ma penso che in Italia sarebbe difficile anche solo proporre una cosa del genere». La cinquantenne Lisa Weiß racconta come è nata l'idea del centro residenziale per omosessuali: «Un giorno mi sono incontrata con alcune amiche lesbiche. Dopo aver fatto quattro chiacchiere, ci è venuta un po' di nostalgia per i tempi andati e abbiamo pensato che stavamo diventando vecchie e sarebbe stato confortante vivere in una comunità dove ci si possa aiutare reciprocamente. Quindi abbiamo immaginato Villa Anders e abbiamo presentato la proposta a diversi finanziatori ricevendo numerose offerte, tra cui una dalla Chiesa evangelica. La più vantaggiosa è arrivata da questa società presieduta dal Comune». Lisa ci tiene a far sapere che Villa Anders non sarà una casa di riposo, ma ospiterà omosessuali di tutte le età. «Recentemente una coppia di trentenni ha preso in affitto uno degli appartamenti. Si tratta di due lesbiche originarie della Turchia che sono stanche di nascondersi nella loro comunità. La maggioranza degli inquilini ha tra i 40 e i 50 anni, lavora ed è costituita principalmente da single».



I PROBLEMI - Colonia è una delle città più tolleranti del mondo. Ogni anno ospita il Gay Pride a cui partecipano centinaia di migliaia di persone (secondo l'Arcigay all'edizione del 2008 c'erano più di un milione di persone) e oggi conta una comunità di omosessuali di 120 mila membri. Tuttavia non mancano i problemi di convivenza: «Quando si è saputo della nascita del primo centro residenziale per gay non sono mancate le minacce - dichiara Gabriele Wedde, membro dell'associazione -. Su due blog neonazisti è stato scritto che, se fosse nata Villa Anders, le teste rasate avrebbero portato a termine azioni punitive. Nei mesi scorsi più di un omosessuale è stato aggredito nei dipartimenti di Kalk e Mulheim. Inoltre a rendere la situazione ancora più incandescente a Ehrenfeld è arrivata la decisione del Comune di costruire qui la più grande moschea d'Europa. I neonazisti, che a Colonia sono un'esigua minoranza, non sopporterebbero che una zona della città fosse in mano ai musulmani e ai gay».



ESPERIMENTO - Se all'inizio il progetto era destinato unicamente a omosessuali, adesso i membri dell'associazione - per sfuggire all'accusa di voler creare un ghetto - sono pronti ad accettare un 15% di eterosessuali. «Non si crea un ghetto con 35 appartamenti - taglia corto Helmut Kleot, uno dei promotori dell'iniziativa -. Tuttavia siamo pronti ad accettare una minoranza di eterosessuali, a patto che siano d'accordo a vivere in armonia e pace con noi». Ai futuri inquilini di Villa Anders torna il sorriso quando immaginano il loro centro residenziale fra dieci anni : «Purtroppo noi saremo più anziani e più acciaccati - dichiara Lisa Weiß -, ma se avremo un po' di fortuna ci ricorderanno come i pionieri di un esperimento davvero innovativo. Probabilmente gli anziani resteranno a lungo qui, ma i giovani dovrebbero viverci solo qualche anno ed essere sostituiti da altri ragazzi. Se nel tempo ci sarà un ricambio generazionale e più in là vedremo dei bambini all'interno della comunità allora vorrà dire che il nostro progetto è riuscito».





Francesco Tortora

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