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| Usa. Domani "un giorno senza gay" contro referendum in California |
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| Proteste dopo il voto per il divieto delle nozze omosex |
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| Martedì 09 Dicembre 2008 |
| di Apcom |
| in Mondo |
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Una giornata di astensione dal lavoro, "Day without a Gay". E' in programma per domani negli Stati Uniti ed è stata organizzata dagli attivisti dei movimenti omosessuali che non si sono arresi davanti alla 'Proposition 8', l'emendamento costituzionale che proibisce le nozze tra le persone dello stesso sesso. Una protesta che ha la sua origine geografica in California e la sua ragione d'essere nel referendum del 4 novembre che ha bocciato, con il 52% dei voti favorevoli, i matrimoni Gay.
L'idea è del comico Sean Hetherington e del suo compagno Aaron Hartzler, stanchi di forme di protesta che giudicavano "violente o divisive": da qui, la richiesta ai Gay e agli etero di astenersi domani dal lavoro, dichiarando pubblicamente la propria omosessualità e utilizzando la giornata di sciopero per il volontariato e la comunicazione sociale. Ma soprattutto per fare campagna fra le persone che hanno votato a favore della Proposition 8.
L'invito è già stato raccolto da decine di agenzie non profit, che domani saranno impegnate nella consegna di cibo ai senza tetto. "Siamo tutti per il boicottaggio", ha detto Hetherington, 30 anni, che intende trascorrere la sua giornata in una scuola di periferia.
D'altra parte, sul fronte opposto, la National Organization for Marriage ha organizzato la propria campagna aprendo un nuovo sito Web, AboveTheHate.com, con una petizione per "dire 'Basta!' alla campagna di odio e intimidazione" contro i sostenitori della revoca delle nozze Gay. Il Mercury News ha scritto di una dipendente dell'amministrazione della Silicon Valley, attiva nella campagna per i 'sì alla Proposition 8', che è addirittura finita in una lista nera (www.antigayblacklist.com) e ha rischiato di perdere il lavoro quando qualcuno ha chiamato il suo capo per denunciare la sua militanza contro i matrimoni omosex.
In California però la partita non è ancora chiusa: il procuratore generale ha presentato ricorso alla Corte Suprema del 'golden state' per chiedere se sia da considerare o meno conforme alla legge il divieto ai matrimoni Gay approvato dagli elettori.
I Gay sostengono che il referendum non avrebbe proprio dovuto svolgersi perché contrario a quanto la Corte suprema aveva già stabilito come legittimo nel 2006. Questo articolo ha ricevuto 156 visite.
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