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| Migranti, omosessuali, donne, rom: indagine sulla discriminazione in Europa |
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| Approvato dalla commissione Libe del Parlamento europeo il rapporto 2004-08. |
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| Mercoledì 03 Dicembre 2008 |
| di Redattore Sociale |
| in Mondo |
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Approvato dalla commissione Libe del Parlamento europeo il rapporto 2004-08. In primo piano gli abusi della polizia contro i rom. Chiesta la fine della pratica dei matrimoni tra minori. Denunciati gli eccessi della lotta al terrorismo
BRUXELLES – Diritti umani violati in maniera ancora troppo consistente nell’Europa di oggi: è la conclusione cui giunge il rapporto d’iniziativa sulla situazione dei diritti umani in Europa 2004-2008, approvato ieri dalla Commissione Libertà civili, Giustizia e Affari interni (Libe) del Parlamento europeo con 29 voti a favore, 7 astenuti e 7 contrari.
Curato dall’esponente di Rifondazione e Sinistra Europea (Gue-Ngl), Giusto Catania, il rapporto evidenzia delle gravi falle nel sistema di protezione dalle discriminazioni sulle minoranze e di tutela della privacy. "Dopo cinque anni – afferma Catania – il parlamento potrà dotarsi di una relazione sulla situazione dei diritti fondamentali dentro l'Unione Europea: infatti, siamo stati solerti nell'individuare le violazioni dei diritti umani fuori dall'Ue ma abbiamo chiuso un occhio sulle evidenti violazioni commesse nel territorio comunitario”.
Nel 2004 un simile rapporto era stato rigettato dalla plenaria del Pe: perciò stavolta Catania e l’intera Commissione Libe, al fine di superare positivamente il voto in plenaria del prossimo 15 dicembre, hanno cercato di redigere un rapporto di ampio respiro, senza per questo evitare di denunciare le molteplici violazioni dei diritti umani che avvengono dentro i confini dell’Unione europea.
Nella relazione si insiste sulla necessità di tutelare i diritti delle minoranze, di combattere contro tutte le forme di discriminazioni soprattutto nei confronti dei soggetti vulnerabili (migranti, omosessuali, donne, rom, anziani, bambini), di tutelare la libertà d'espressione e la partecipazione alle decisioni politiche, di salvaguardare i diritti sociali “poiché la povertà, l'assenza di lavoro o di una casa sono elementi che contribuiscono alla violazione dei diritti fondamentali”.
Il rapporto sottolinea il principio per cui non ci sono ‘diritti primari’ e ‘diritti secondari’, in quanto diritti civili e sociali contribuiscono al riscatto e all'emancipazione degli uomini e delle donne.
In particolare, una lancia viene spezzata contro la segregazione subita dalla minoranza rom e alimentata da un diffuso sentimento anti-nomade, che porta le stesse autorità pubbliche a negare i loro diritti e la polizia a compiere abusi nei loro confronti. Citata anche la presa d’impronte digitali, senza però fare riferimento diretto al caso italiano. D’altra parte viene chiesto agli Stati membri di agire per porre fine ai matrimoni tra minorenni, pratica diffusa tra i rom.
Denunciati anche gli eccessi della lotta al terrorismo, spesso condotta a discapito del diritto alla privacy e alla protezione dei dati. Inoltre viene espressa una forte critica all’Unione europea e agli Stati membri per avere completamente ignorato l’esito del rapporto del Pe sui voli segreti della Cia.
Vengono infine richieste misure per riconoscere le unioni di persone dello stesso sesso anche da uno Stato all’altro, una maggiore protezione delle minoranze linguistiche e una politica europea d’immigrazione che miri meno alla lotta alla clandestinità e più all’integrazione. (mm)
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