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| USA. Tre comuni fanno ricorso contro il bando al matrimonio gay |
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| Manifestazioni di piazza e una valanga di ricorsi in tribunale. |
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| Martedì 18 Novembre 2008 |
| di l'Unità |
| in Mondo |
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Il movimento gay non è solo nella protesta contro il referendum vinto dalla destra religiosa. Non accetta di fare un passo indietro e promette battaglia a oltranza.
Los Angeles, San Francisco e Santa Chiara. Tre amministrazioni comunali si sono unite al movimento gay e alle organizzazioni per i diritti civili per invalidare il referendum che sancisce il matrimonio come unione esclusiva tra un uomo e una donna. La Proposition 8 passata sul filo del rasoio in California lo scorso 4 novembre «non è un semplice emendamento si tratta di una vera e propria revisione costituzionale. E quindi non basta un quesito referendario per farla entrare in vigore», scrivono gli avvocati che hanno impugnato la messa al bando dei matrimoni tra persone dello stesso sesso davanti alla Corte suprema statale.
Il ricorso sarà esaminato dagli stessi giudici che avevano dichiarato anticostituzionale negare il rilascio della licenza matrimoniale alle coppie omosessuali che ne fanno richiesta. «Un atto della pubblica amministrazione in nessun caso può dipendere dalla razza, dalla religione, dal sesso o dall’orientamento sessuale dei soggetti su cui ha effetto», si legge nelle motivazioni della sentenza. E non si può togliere un diritto costituzionale a qualcuno con un emendamento. Per affermare che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge tranne gli omosessuali, bisogna cambiare la Costituzione. Che non è una legge ordinaria: per farlo occorre il voto dei due terzi del parlamento e una successiva ratifica tramite referendum.
La notizia arriva dopo un altro fine settimana di manifestazioni in tutti gli Stati Uniti. In 300 città secondo il conteggio della rete televisiva Cbn. Almeno 4mila persone davanti alla City Hall di Los Angeles. Il passaggio del corteo lungo West Hollywood è stato salutato dalle luci lampeggianti di insegne e vetrine. Un’iniziativa degli operatori commerciali per esprimere la loro solidarietà. A Santa Cruz tra gli oratori c’erano due consiglieri comunali e un assessore. E nessuno di loro è gay. Spiegano di essere indignati perché a vincere il referendum sono stati quelli con più soldi in cassa. Cento milioni di dollari spesi solo in pubblicità, più di quanti ne abbia investiti in California il Partito repubblicano per John McCain. E ancora più indignati dal fatto che le chiese possano dettare regole di comportamento ai non crede
ROBERTO REZZO
NEW YORK Questo articolo ha ricevuto 184 visite.
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