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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
Omosex ma per gioco Bollywood apre ai gay
Omosex ma per gioco Bollywood apre ai gay
"Dostana" è la prima grande produzione a sfidare la tradizione e una legge, la 377, che da 150 anni considera ancora un reato i rapporti tra lo stesso sesso
Venerdì 14 Novembre 2008
di Il Riformista
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di Ferdinando Cotugno

Due attori amati e famosi, di solito impegnati in ruoli mai meno che virili, rischiano la loro immagine mettendola a contatto con l'omosessualità. Se negli Usa è quasi un cliché, per Bollywood è una piccola rivoluzione di pensiero. Dostana (significa amicizia) è la prima grande produzione del cinema indiano ad affrontare un tema tabù per la cultura del subcontinente come i rapporti gay. Non in una chiave militante: i due protagonisti, interpretati da John Abraham and Abhishek Bachchan (nomi che in India generano incassi stratosferici) in realtà ci giocano per tutto il film per conquistare l'amore di una donna.

Ma il loro impatto rassicurante e familiare sull'opinione pubblica indiana potrebbe favorire l'abolizione della legge penale di 150 anni, la 377, fa che ancora considera un reato le unioni tra persone dello stesso sesso.

Le 1000 copie di Dostana, uscite lo scorso weekend nelle sale tra le proteste dei fondamentalisti, provano a dare al pubblico indiano, avido consumatore di cinema, uno shock culturale. I precedenti non sono incoraggianti: nel 1996 Fire, dell'indo-canadese Deepa Metha, raccontava le effusioni e l'innamoramento tra due casalinghe di Delhi. Il film uscì indenne dalle maglie della censura, ma incontrò la furibonda opposizione degli integralisti hindu, che assaltarono le sale e impedirono le proiezioni.

«È un tema alieno alla nostra cultura, fanno bene»: così li appoggiò il Governatore dello Stato del Maharashtra. La reazione violenta, ha rafforzato la timidezza dei cineasti di Bollywood sull'argomento omosessualità, facendone uno dei tabù più duraturi dell'immensa industria cinematografica indiana. Dostana potrebbe cambiare il corso delle cose, non solo per il peso commerciale dei due protagonisti, ma anche per l'autorità del produttore, Karan Johar, uno dei registi più potenti e apprezzati, che si è apertamente schierato a favore dell'abolizione della 377.

«Sta derubando le persone dei loro diritti, tutti dovrebbero potersi amare come meglio credono» ha detto presentando Dostana, sottolineando come «mai momento poteva essere più adatto per un film del genere». La legge 377 è infatti al centro di un acceso dibattito, in un paese dove il tasso di infezioni da Hiv è tra i più alti al mondo. Secondo le stime della National Aids Control Organization, i contagiati sarebbero quasi 2 milioni e mezzo.

Il ministero della Salute aveva chiesto di cancellare la legge per incoraggiare la prevenzione: il risultato è stato un conflitto con un altro Ministero, quello degli affari interni, con una guerra tra poteri che probabilmente finirà alla Corte Suprema di Delhi. Questa alleanza tra cinema e attivisti per i diritti gay ricorda da vicino la battaglia condotta da mezza Hollywood per il voto sulla Proposition 8 in California. Non è stato sufficiente nemmeno il tam tam intorno a Milk, girato da Van Sant e interpretato da Penn, ad impedire che i matrimoni gay tornassero nell'illegalità nello Stato più liberale d'America.





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