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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
Niente più marito e marito
Niente più marito e marito
A San Francisco la bandiera arcobaleno è a mezz'asta. Scoppiano scontri. Crollano certezze.
Venerdì 07 Novembre 2008
di Il Riformista
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di Roberto Zichittella

Niente più marito e marito. O moglie e moglie. Solo moglie e marito. Nella notte della grande festa è arrivato lo schiaffo della California. Uno schiaffo che fa male e che lascia sorpresa e intontita l'America che si batte per i diritti civili. Mentre davanti alla folla di Chicago Barack Obama ringraziava tutti gli americani citando esplicitamente «gay ed eterosessuali» (nessun presidente eletto, prima di lui, lo aveva mai fatto), nello Stato dove il candidato democratico ha vinto con il 61% dei voti arriva la gelata. La "Proposition 8", l'iniziativa referendaria per la bocciatura dei matrimoni di coppie dello stesso sesso, è passata con il 52% dei voti.

Il 4 novembre referendum analoghi sono stati votati in Florida e in Arizona, dove ora i matrimoni omosessuali saranno messi al bando. Ma lì l'esito del voto in qualche modo era stato messo nel conto. Ma pochi si aspettavano il tradimento della California, uno stato "laboratorio", dove negli ultimi decenni si è radicato un forte movimento per i diritti civili. Aaron Peskin, uno dei leader del partito democratico di San Francisco, non nasconde la sua delusione. «Abbiamo riconquistato il Paese», osserva, «ma abbiamo perso un fondamentale diritto civile. In una notte abbiamo fatto due passi avanti e uno indietro. È triste e sconcertante. Ora non ci resta che sperare in un intervento della Corte Suprema». La delusione si esprime in vari modi. Nello storico quartiere gay di Castro, a San Francisco, la bandiera rainbow sventola a mezz'asta. Si organizzano fiaccolate e manifestazioni. A West Hollywood alcuni manifestanti si sono scontrati con la polizia.

Il 15 maggio scorso una sentenza della Corte Suprema californiana aveva reso legali i matrimoni omosessuali. Mentre la comunità gay esultava e davanti ai municipi si mettevano in fila le coppie pronte celebrare il sospirato matrimonio, partiva la macchina organizzativa che ha portato al referendum. Grande sponsor dell'iniziativa è stata l'associazione "ProtectMarriage.com", che ha come motto l'impegno a «restaurare il matrimonio e proteggere i bambini californiani». John MacCain ha sostenuto l'iniziativa insieme ad altri politici conservatori. C'è poi stato il forte sostegno delle Chiese, unite in un'alleanza trasversale tra cattolici, ebrei ortodossi, gruppi evangelici e mormoni. A settembre i vescovi cattolici della California si erano ufficialmente espressi a favore del "sì". Il comunicato dei vescovi si concludeva con un invito esplicito: «Incoraggiamo fortemente i cattolici a fornire il sostegno finanziario e l'impegno necessari per il passaggio della "Proposition 8". E, per favore, esercitate il vostro diritto di cittadinanza e votate a novembre».

L'appoggio alla "Proposition 8" è stato negato da Barack Obama (pur convinto che l'unico matrimonio sia quello tra uomo e donna) e anche dal governatore della California Arnold Schwarzenegger il quale ha sempre detto che non si sarebbe messo contro una decisione della Corte Suprema del suo Stato. La battaglia per il "no" è stata condotta da molti politici democratici, dai principali quotidiani californiani, dalla Chiesa episcopale, dalle maggiori organizzazioni ebraiche e dal mondo di Hollywood. La campagna referendaria è stata la più costosa della storia. Il fronte del "sì" ha raccolto quasi 36 milioni di dollari, quello del "no" oltre 37 milioni. Il "sì" avrebbe raccolto consensi fra il 70% degli elettori afroamericani e da oltre la metà degli ispanici, il cui voto è stato determinante per i sostenitori del matrimonio tradizionale. In California l'afflusso di immigrati più conservatori e tradizionalisti, in prevalenza cattolici, sta indebolendo il sostegno a diritti civili che sembravano ormai acquisiti e indiscutibili. Un fenomeno simile a quello dell'Olanda, dove il movimento omosessuale vede i propri diritti messi in pericolo dall'immigrazione islamica.

Superato lo shock, in California il movimento dei diritti civili ora affila le armi e rilancia la battaglia. Che tutela avranno le 18 mila coppie già unite in matrimonio da maggio a oggi? Si preparano iniziative legali e ricorsi che impegneranno schiere di avvocati.





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