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| «Haider è stato vittima di una congiura» |
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| Il portavoce del Palazzo di giustizia: «Simili denunce arrivano ogni giorno, ma controlleremo» |
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| Giovedì 30 Ottobre 2008 |
| di Il Messaggero Veneto |
| in Mondo |
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KLAGENFURT. Ci sono misteri dietro alla morte di Joerg Haider? Tutto fa propendere per il no: quando uno viaggia ubriaco fradicio a 170 chilometri all’ora non occorre scomodare il Mossad o gli islamisti turchi per farsi una ragione dell’incidente in cui è incorso. Né vi sono motivi per dubitare dell’attendibilità dell’autopsia condotta da due seri anatomopatologi di Graz. Ciononostante le teorie più bizzarre sulla “congiura” continuano a circolare su internet e ora approdano anche alla Procura della Repubblica di Klagenfurt. Ne ha dato notizia ieri il quotidiano di Vienna Oesterreich, riferendo di una denuncia anonima, secondo la quale sussisterebbe il “fondato sospetto” che Haider sia rimasto vittima di una “morte violenta”.
Sembrerebbe la scoperta dell’acqua calda, perché quale morte può essere più violenta di uno schianto a 170 chilometri all’ora contro la colonnina in cemento di un idrante? Ma, evidentemente, l’autore della denuncia voleva alludere a un omicidio. Il “fondato sospetto” sarebbe riconducibile alla rapidità con cui è stato concesso il nulla-osta per la cremazione, il che renderebbe dubbio un risultato esaustivo dell’autopsia.
Inoltre andrebbe verificato se le perizie sul luogo dell’incidente, l’esame del telefono cellulare e il diagramma tempo-tragitto del viaggio in auto sono stati eseguiti con la dovuta diligenza.
La Procura della Repubblica non ha espresso alcuna valutazione sul contenuto della denuncia. Il portavoce Helmut Jamnig si è limitato a confermare che tale documento esiste, che «simili esposti arrivano ogni giorno e che le indagini sull’incidente non sono ancora chiuse».
In realtà non è così: la Procura considera chiuso il caso (lo aveva confermato già qualche giorno fa, negando la necessità di una nuova autopsia), manca soltanto la perizia scritta dell’anatomopatologo, che però non dovrebbe riservare a sorprese, perché i risultati significativi erano già stati comunicati verbalmente all’autorità giudiziaria. È probabile, quindi, che la denuncia finisca in archivio, anche se Jamnig assicura che «ogni segnalazione giunta alla Procura è presa in seria considerazione».
La nuova denuncia non è invece presa in seria considerazione dai lettori di Oesterreich, che nei loro interventi sul sito web del quotidiano austriaco commentano con sarcasmo la “rivelazione”. «Con 1,8 per mille e 170 chilometri allora, nella nebbia e al buio, non c’è nulla da aggiungere», scrive un lettore. E un altro: «Queste teorie della congiura sono del tutto ridicole. Allora si dovrebbe sospettare un omicidio per ogni due incidenti stradali». «Divertente come si cerchi di costruire un nuovo caso Kennedy austriaco!». C’è anche chi ironizza: «Questi superfurbi (l’autore della denuncia anonima) dovrebbero provare a scrivere un sms con 1,8 per mille di tasso alcolico nel sangue, stando comodamente seduti. E poi riprovare a farlo guidando un’auto a 170 chilometri all’ora».
Il riferimento all’sms è dovuto alla circostanza che nel breve tragitto tra il locale “Stadtkraemer” di Klagenfurt e il luogo dell’incidente Haider aveva usato ripetutamente il suo cellulare. Dai tabulati telefonici (su cui peraltro la Procura non indaga, ritenendoli ininfluenti sul piano penale, perché l’incidente in cui Haider ha perso la vita non ha causato altri morti o feriti) risultano infatti: una chiamata di un minuto e 8 secondi all’1.08 del mattino di sabato (fatta da Haider esattamente 3 minuti dopo aver lasciato il locale gay); un sms spedito da Haider all’1.12, un ultimo sms ricevuto alle 1.14. Due minuti dopo, lo schianto lungo la strada per la Baerental.
Marco Di Blas
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