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| Certi diritti. Governi Ue reticenti su direttiva anti discriminazione |
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| Reso noto documento confidenziale del Consiglio UE |
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| Mercoledì 29 Ottobre 2008 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Mondo |
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Certi Diritti é venuta in possesso di un documento confidenziale e non accessibile relativo al dibattito che ha avuto luogo al Consiglio in merito alla proposta della Commissione sulla direttiva anti-discriminazione. Come si puo' leggere nel documento, una serie di Stati membri, capeggiata dalla Germania e seguita dalla Repubblica Ceca, Irlanda, Italia e molti altri, hanno sollevato una serie di obiezioni e reticenze sulla direttiva europea. Il testo del documento é disponibile sul sito di Certi Diritti.
Dichiarazione di Marco Cappato, Eurodeputato Radicale, Sergio Rovasio, Segretario di Certi Diritti e Ottavio Marzocchi, responsabile per le questioni europee:
"La direttiva anti-discriminazione proposta dalla Commissione europea é stata accolta in modo - a dir poco - gelido da parte degli Stati membri. Come rivela il documento confidenziale, la Germania assieme ad altri Stati membri, Italia inclusa, hanno sollevato una serie di obiezioni e riserve sul contenuto della proposta, licenziata dalla Commissione europea su esplicita e ripetuta richiesta del Parlamento europeo.
Sebbene la direttiva sia simile ad altre direttive europee già in vigore, approvate dagli stessi Stati membri (la direttiva sulla razza e la direttiva sull'impiego), questi ora sollevano obiezioni di merito e di procedura evidentemente pretestuose, come peraltro chiarito dalla Commissione nelle sue risposte ai quesiti degli Stati membri.
Ci auguriamo che questo difficile inizio di discussione sulla proposta di direttiva non sia una obiezione di principio all'allargare la protezione attualmente prevista nella UE per le discriminazioni a sfondo razziale alle persone disabili, omosessuali, anziane, o di religioni minoritarie, e che gli Stati vogliano dare reale attuazione ai Trattati ed all'articolo 13 TUE, che permette all'Unione di elaborare politiche di lotta alle discriminazioni, nell'ambito della creazione di uno spazio di democrazia, libertà ed eguaglianza in Europa".
Nota:
- l'UE ha adottato due direttive anti-discriminazione sulla base dell'art. 13 TUE: una sulla razza (che vieta le discriminazioni basate sulla razza nei settori dell'impiego, dell'educazione, dei beni e dei servizi) ed una sull'impiego (che vieta le discriminazioni basate sul sesso, orientamento sessuale, età, religione nel settore dell'impiego)
- la Commissione europea ha licenziato il 2 luglio scorso una proposta di direttiva per vietare le discriminazioni basate sul sesso, orientamento sessuale, età e religione nei settori rimasti fuori dalla direttiva precedente: educazione, beni e servizi)
- il Consiglio deve adottare all'unanimità la direttiva perché questa entri in vigore; il PE sta esaminando la proposta di direttiva, ma é solamente consultato (ovvero non ha potere legislativo); nel corso delle prime discussioni, la Germania ha contestato la correttezza giuridica dell'atto basato sull'articolo 13 del Trattato EU; altri Stati hanno sollevato obiezioni e riserve. Questo articolo ha ricevuto 173 visite.
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