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Hanno scritto la storia e insieme l’hanno fatta, dicendosi di sì due volte dopo oltre 50 anni di amore e convivenza. Poi una di loro ha chiuso gli occhi. Del Martyn (nome da scrittrice, quello all’anagrafe è Doroty L. Tagliaferro), classe 1921, è morta la settimana scorsa. Toccanti le condoglianze di Obama espresse al Congresso: «Michelle ed io siamo profondamente addolorati dalla notizia. Del ha dedicato la vita alla lotta contro le discriminazioni e al trionfo dell'uguaglianza. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono tutti per la sua sposa Phyllis Lyon, e per coloro che l'hanno conosciuta». No, Del non è morta da etero.
In giugno aveva sposato Phyllis Ann Lyon, per la seconda volta. Nel 2004 Del e Phyllis erano state le prime a unirsi in matrimonio grazie al colpo di mano del sindaco Newsom di San Francisco che, sfidando Bush, aveva aperto ai matrimoni gay. Nozze congelate dai ricorsi. Ricevuto il via libera dalla magistratura, in giugno sono state «ricelebrate». Impegnatissime dagli anni del maccartismo in poi, sono autrici, tra gli altri testi, di «Lesbian/ Woman», la prima storia politica e sociale del lesbismo americano. Sono state in sintonia con le butch/femme degli anni Cinquanta, con le femministe rivoluzionarie, con le «luppies» (lesbian yuppies) degli anni Ottanta- Novanta. Una vita da film. La regista Joan E. Biren ne ha tratto una pellicola: «No Secret Anymore: The Times of Del Martin e Phyllis Lyon». Dopo aver pronunciato il primo sì, abito color viola l'una (il simbolico «colour purple»), turchese l'altra, Del aveva spiegato che oggi le nozze sono strumento di lotta. «La parte avversa è in forte lotta contro il matrimonio», e sulla battaglia non bisogna avere cedimenti. «Se lasciamo che ci sconfiggano ci vorrà molto tempo prima di fare altri progressi». Lo ha detto nel 2004. Ed è come se lo avesse detto oggi. Grazie Del, grazie infinite.d.v. Questo articolo ha ricevuto 157 visite.
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