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| Aids, parte la conferenza mondiale «Dare il colpo di grazia al virus, ora» |
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| A città del Messico |
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| Lunedì 04 Agosto 2008 |
| di Il Giornale di Brescia |
| in Mondo |
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Lotta all’Aids: fondamentale l’accesso alle medicine CITTÀ DEL MESSICO - Dieci miliardi di dollari per la lotta contro l’Aids: fondi che superano di 20 volte quelli disponibili dieci anni fa, ma che non bastano ancora. Tanto che ci si chiede come sarà possibile raggiungere l’obiettivo ambizioso dell’accesso globale ai farmaci entro i prossimi due anni, fissato dalla conferenza mondiale che si è aperta ieri sera a Città del Messico.
«L’epidemia si sta stabilizzando, ma a livelli inaccettabili», dicono gli esperti del programma delle Nazioni Unite per la lotta all’Aids (Unaids). I casi stimati nel mondo superano infatti i 33 milioni e l’epidemia regredisce in modo lentissimo, tanto che i nuovi casi dal 2001 al 2007 si sono ridotti appena da tre a 2,7 milioni. In alcuni Paesi africani, come il Kenya si registra invece un deciso aumento: da una percentuale di nuovi casi del 6,7% nel 2003 a quella compresa fra il 7,1% e l’8,5% registrata nel 2007. E anche al di fuori dell’Africa l’epidemia continua ad estendersi, soprattutto tra i tossicodipendenti che si scambiano le siringhe, fra gli omosessuali e nel mondo della prostituzione.
La conferenza mondiale di Città del Messico lancia un messaggio: bisogna dare il colpo di grazia al virus, ora. Come? Facendo in modo che chiunque, dovunque viva, abbia le stesse opportunità di beneficiare dei farmaci anti-Aids. Sembra un obbiettivo utopistico, ma gli esperti riuniti a Città del Messico sono comunque convinti che sia davvero finita l’era in cui solo i Paesi più ricchi potevano permettersi le terapie. Le esperienze di Brasile e India lo hanno dimostrato, ma c’è ancora moltissimo da fare.
L’orientamento generale è considerare i farmaci stessi come una potente arma di prevenzione. Questo articolo ha ricevuto 204 visite.
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