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| Il coming out di Seth, simbolo della nuova India |
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| "Sono bisex e non mi crea problemi" |
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| Domenica 06 Luglio 2008 |
| di la Repubblica |
| in Mondo |
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Lo scrittore nato a Calcutta e residente a Londra stasera alla Milanesiana con Fleur Jaeggy e Cameron
Ho dedicato una poesia a ognuno dei sette elementi naturali: aria, acqua, fuoco, terra, spazio, metallo e legno
Nel mio paese l´omosessualità è ancora un reato penale Ma io scrivo libri e nessuno mi può licenziare
di CARLO BRAMBILLA
«Nella tradizione occidentale gli elementi sono quattro: aria, acqua, fuoco e terra. Nella tradizione indiana, invece, sono cinque. Perché abbiamo anche lo spazio. E proprio a questo elemento indiano, come me, mi sento più legato. Perché rappresenta il vuoto. Il nulla. Se pensiamo poi alla tradizione cinese si aggiungono altri due elementi fondamentali: il metallo e il legno. E anche al legno mi sento vicinissimo. Perché è l´elemento naturale degli strumenti musicali. A tutti e sette ho dedicato altrettante poesie che stasera leggerò a teatro». Vikram Seth, autore di Calcutta, residente a Londra, definito dal Times come "il più grande scrittore degli ultimi anni", noto in Italia per il best seller Il ragazzo giusto, pubblicato da Longanesi nel ‘95, è una delle star che animeranno questa sera La Milanesiana (Teatro dal Verme ore 21). Ad aprire la serata sarà Fleur Jaeggy, con un prologo sulla fisicità dei corpi e il loro duro percorso terreno. Seguirà Peter Cameron, lo scrittore newyorchese pubblicato in Italia da Adelphi. A Vikram Seth, invece, il compito affascinante di raccontare l´Oriente. Lo abbiamo incontrato nel lussuoso hotel Town House, in Galleria, dove è ospite. Con vista, come vuole la globalizzazione, sul sottostante McDonald´s.
In Italia è appena uscito da Fandango il suo primo romanzo, "Golden Gate", scritto in versi, nel 1984, ispirato all´Onegin di Puskin, interamente ambientato nella città multiculturale per eccellenza, San Francisco. Come immagina siano cambiati i protagonisti in questi 24 anni?
«Allora ero studente di economia alla Stanford University. Per me fino ad oggi quei protagonisti sono rimasti identici a loro stessi. Come se fossero stati conservati in ghiacciaia. Dopo questa domanda però mi toccherà pensare a come sono invecchiati. Se non riuscirò a dormire stanotte sarà colpa sua».
Non ha mai pensato di scrivere la continuazione di "Golden Gate"? Potrebbe essere un´idea per il suo prossimo best seller.
«Per il momento non ho intenzione di scrivere nuovi romanzi. Ogni tanto torno a San Francisco. È una città molto cambiata. All´avanguardia per molti aspetti. Capace di produrre un governatore repubblicano come Schwarzenegger, ma anche di consentire ufficialmente i matrimoni gay».
Lei è impegnato da anni in difesa dei diritti degli omosessuali indiani. E non tiene nascosta la sua bisessualità. Questo le ha creato problemi?
«Le leggi in vigore in India risalgono ancora al periodo coloniale. In India siamo ancora molto imbarazzati a parlare di sesso. Certo il clima sta cambiando, ma l´omosessualità comporta ancora una inconcepibile condanna penale. Io non ho mai avuto particolari problemi. Ma faccio lo scrittore e nessuno mi può licenziare. Qualcuno magari non leggerà i miei libri per questa ragione. Altri invece li leggeranno di più, per motivi di curiosità. Ma ci sono professioni, penso per esempio ai militari, che devono tenere nascoste le proprie tendenze sessuali. Per loro certo ci vuole coraggio a parlarne».
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Mondo
Martedì 08 Marzo 2011
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di Il Fatto Quotidiano
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