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| Padova: due giornate di cinema sull’amore omossessuale |
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| Il 10 e 11 maggio saranno riproposte a Padova le giornate di cinema omosessuale, una selezione di quanto visto a Torino al più famoso e longevo Festival italiano di Cinema glbt, Da Sodoma a Hollywood |
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| Domenica 08 Maggio 2011 |
| di Il Mattino di Padova |
| in Appuntamenti |
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Padova - Divisa in due sole giornate, con proiezioni alle 19.30 e alle 21.30, la scelta dei film è ancora una volta molto attenta e curata. Non vedremo però i lungometraggi in concorso a Torino: non il vincitore «Tomboy», una delicatissima storia di bambini della trentenne francese Céline Sciamma, né il sorprendente film basco «80 egunean» (80 giorni), che racconta una storia d’amore sfiorato tra due anziane molto diverse tra loro che si ritrovano dopo cinquant’anni in una stanza d’ospedale. Negli ultimi due anni si è un po’ smarrita la vena di ricerca artistica e di impegno politico e sociale che ha sempre caratterizzato la filmografia del festival torinese e pare vengano privilegiate storie più intimiste, in cui la narrazione si concentra sull’individuo nel suo percorso identitario. Una scelta o forse un segno dei tempi che cambiano? Ci si chiede, in ogni caso, se abbia ancora senso organizzare eventi di cinema omosessuale, dato che le storie gay, lesbiche e transgender valicano sempre più i confini del cinema di nicchia. La risposta viene dai film stessi in programmazione all’Astra di Padova: i due lungometraggi «Contracorriente» e «Quelques jours de répit», in seconda serata rispettivamente martedì e mercoledì, parlano d’amore declinato nel genere sessuale tradizionalmente reietto. Film che riescono ad affrontare il più ovvio dei sentimenti con la bravura dei maestri e la capacità di fare di una parola abusata un eterno universale. È così certamente nel film franco algerino di Amor Hakkar, di recente uscito nelle sale francesi: pochi giorni di speranza, in una provincia francese malinconicamente complice, per due sposi iraniani clandestini, nel loro paese condannati a morte per impiccagione perché rei di omosessualità, in Francia condannati all’espulsione perché senza documenti. All’inizio del film una domanda: «Se il treno non fosse stato in ritardo, mi avresti aspettato?» chiede Hassan. La risposta di Mohsen è lapidaria: «Nel nostro paese saremmo stati impiccati, non ti avrei aspettato». Questo articolo ha ricevuto 1003 visite.
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