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| Modena, Carpi e Vignola: nove giorni con il teatro contemporaneo |
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| Al teatro Fabbri di Vignola l’8 e il 9 ottobre durante lo spettacolo 1973, ci sarà la reinterpretazione delle canzoni dell’Eurofestival di quell’anno |
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| Martedì 28 Settembre 2010 |
| di La Gazzetta di Modena |
| in Appuntamenti |
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Ci sarà perfino il filosofo Marc Augé, a discutere con il perfomer svizzero Massimo Furlan, nel nuovo teatro Fabbri di Vignola l’8 e il 9 ottobre durante lo spettacolo 1973, che propone la reinterpretazione da parte dell’autore delle canzoni dell’Eurofestival di quell’anno. Un grande nome della filosofia presente in un nuovo spazio teatrale, inaugurazione in controtendenza rispetto ai tempi, ma anche scelta emblematica di un festival che, nonostante le ristrettezze di budget, non rinuncia alle sue peculiarità.
In un clima dominato dall’incertezza economica (lo hanno sottolineato sia la presidente di Ert Maria Morelli, sia il direttore Pietro Valenti), “Vie” continua a proporre teatro nuovo: 23 compagnie protagoniste di 26 spettacoli, con molte prime mondiali e nazionali, nomi di grido, mostre, presentazioni di libri. Si va dai riminesi Motus in Alexis. Una tragedia greca, dedicato alla figura di Antigone, una prima assoluta il 15 e il 16 ottobre allo Storchi di Modena, che approderà poi a gennaio a New York, al Belarus Free Theatre, teatro libero di Bielorussia, che, dopo il successo ottenuto lo scorso anno, torna l’11 e il 12 al Teatro delle Passioni con Eurepica, moderno poema epico europeo frutto del lavoro di 14 drammaturghi.
Sono scritti esclusivamente da donne i tre monologhi messi in scena dal regista Antonio Latella (il 15 e il 16 alla Galleria Civica di Modena) in Teatro anatomico, inno alla libertà delle idee. Altra prima mondiale da non perdere è Atlante del bianco dei Damasco corner, compagnia di danza fondata da Virgilio Sieni e composta da non vedenti, che dal 14 al 16 ottobre verrà rappresentata al liceo Sigonio di Modena. Si danza anche con Sonia Brunelli, che il 15 e il 16 alle Passioni porterà in scena Barok, frutto del suo incontro con la compositrice Leila Gharib; con Jonathan Burrows che, insieme a Matteo Fargion, presenta due lavori, Cheap lecture e The Cow Piece (alla Civica di Modena l’11 e il 12); con Mathilde Monnier e La Ribot (Gustavia al Pavarotti il 15 e 16); con il teatro del giapponese Toshiki Okada in We are the undamaged other (Teatro delle Passioni il 13 e il 14).
Grotowski viene ricordato con tre lavori del laboratorio permanente Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richard, che lo cura insieme a Mario Biagini, proposti alle Passioni (I am America il 16), al Mattatoio di Carpi (Electric Party song, il 15) entrambi su Allen Ginsberg, e allo Storchi (The living room di Richards, sull’arte come veicolo, dall’8 al 10). Da segnalare ancora il lavoro dei berlinesi Rimini Protokoll (Black tie, al Comunale di Carpi il 9 e 10 ottobre), Detto Moliére del Teatro delle Albe, con gli allievi dell’Accademia di Arte drammatica di Mons, città belga dove lo spettacolo è stato concepito e ha debuttato, protagonista un bambino di 10 anni (il 15 e il 16 al Fabbri di Vignola). Galin Stoev, regista ungherese, ci darà la sua interpretazione di un classico come La vita è sogno di Calderon de la Barca (al Pavarotti, l’8, il 9 e l’11) mentre il bretone Teatro di Rennes diretto da Rachid Zanouda si cimenterà in Quai Ouest di Koltes (dall’8 all’11 alle Passioni).
Ancora: concerti con Pippo Delbono (il 10 allo Storchi) e gli inglesi The Irreprensibles (il 9, stesso palco) e altri spettacoli interessanti coi Muta Imago di Roma e il teatro delle Ariette di Bologna. Questo articolo ha ricevuto 282 visite.
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