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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
«Sopravvivere con la dance» Gloria Gaynor e' tornata
«Sopravvivere con la dance» Gloria Gaynor e' tornata
Cagliari: la regina della disco music anni '70 in concerto il primo luglio all'Anfiteatro Romano
Sabato 19 Giugno 2010
di L'Unione Sarda
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È tutta una questione di sopravvivenza. Anche nella musica. Servono muscoli, carattere, istinto e ottimi riflessi per resistere alla gloria di un singolo di successo, ai nuovi trend, alle dissacranti sferzate di Queen Gaga o all'ingombrante scia dell'eterna Madonna.

Sì. Sopravvivenza: una folle corsa darwiniana che riserva - ai pochi che non soccombono - fama imperitura, idolatria e una serie infinita di seconde possibilità.

C'è chi ne ha fatto una ragione di vita, chi vi si è aggrappato con tutte le forze, chi l'ha descritta a parole, gettandola in un groviglio di note irresistibili e gridandola, poi, da ogni palco non solo come un motto personale, ma come inno collettivo.

Un inno croce e delizia per Gloria Gaynor - la voce più famosa della disco anni '60, '70 e '80 - la cui hit più celebre, I Will Survive , ne è pensiero, intento, sintesi e crudele carceriera.

Regina e madre della disco music, vissuta da lei come terreno di sperimentazione e rivoluzione culturale pop, Gloria Gaynor, superati i sessant'anni (di cui quaranta di onorata carriera), continua a dimostrare quanto la sua voglia di comunicare, di cantare e di vivere non si esaurisca col trascorrere degli anni e non si pieghi di fronte al mercato o al costante assillo di vecchi, storici successi che la ancorano al passato. Il primo luglio sarà a Cagliari, in concerto all'Anfiteatro Romano.

Signora Gaynor, cos'è per lei la disco music?

«È felicità, ottimismo, musica positiva per aiutare le persone a dimenticare i loro problemi, almeno per un po'».

Come si è avvicinata a questo genere musicale?

«Quando ho cominciato a incidere disco, il mio intento era di creare un nuovo stile musicale che spingesse le persone a lasciarsi andare e ballare».

Dal suo punto di vista, in questi decenni, l'industria discografica è cambiata?

«Ora tutto quanto ruota intorno al denaro e non più alla musica. C'è più business che arte».

I suoi due singoli più famosi, “Never Can Say Goodbye” e “I Will Survive” parlano del non arrendersi mai. È la sua filosofia di vita?

«Certamente. L'esser perseverante è una mia caratteristica. Ecco perché quelle canzoni mi rispecchiano tanto. Credo sia importante, per una persona, non arrendersi mai, resistere a tutto e, soprattutto, sopravvivere».

Parliamo di “I Will Survive”. In origine era un inno all'emancipazione femminile, poi è diventato una bandiera del movimento gay. Qual è la vera forza di questo brano?

«La fama di I Will Survive è dovuta alla sua capacità di dare speranza, coraggio e forza a tutti quelli che la ascoltano, la ballano e la cantano. Ecco perché è ancora un successo».

Secondo lei qual è il futuro della disco music?

«La disco music continuerà ad essere estremamente popolare ed evolverà come tutti gli altri generi destinati a durare».

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