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Edizione di Venerdì 25 Maggio 2012
Cagliari: manifestazione contro l'omofobia
Cagliari: manifestazione contro l'omofobia
Cagliari, 15 maggio 2010 - Piazza Garibaldi, ore 17
Venerdì 07 Maggio 2010
di La redazione di Gaynews
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Sono trascorsi venti anni dal 17 maggio 1990, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali. Per questo in tale data si ricorda la giornata internazionale contro l'omofobia (IDAHO International Day Against Homophobia).

In occasione di questa ricorrenza a Cagliari, anche quest'anno, ci sarà una manifestazione organizzata dall'Assemblea per la giornata mondiale contro l'omofobia. L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali basata sul pregiudizio ed è analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo ed al sessismo.

L’articolo 3 della Costituzione Italiana garantisce “pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”. Anche le risoluzioni del parlamento europeo invitano i paesi membri ad emanare leggi che tutelino e non discriminino le persone omosessuali. Nonostante ciò non esiste in Italia una legislazione specifica che difenda in ambito privato e pubblico la libertà e la dignità delle esistenze di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. L’Italia, tra i paesi democratici, è uno dei pochi completamente sprovvisti di legislazione in tema di diritti LGBT, sia in ambito civile che penale.

Le ragioni di questo stato di arretratezza giuridica risiedono nella cultura italiana, nonché nella presenza fortemente condizionante del Vaticano. La religione osteggia qualsiasi manifestazione contraria ad un presunto ordine naturale, irremovibile e indiscutibile, per esempio dimostrando ostilità alle tematiche LGBT ma anche all’autodeterminazione delle donne (aborto, riproduzione assistita, contraccezione). La politica, di fronte a queste prese di posizione, sembra non riuscire ad operare le proprie scelte in modo autonomo e laico, e inoltre sembra trovare più conveniente, dal punto di vista del consenso, sintonizzarsi con la pancia del proprio elettorato piuttosto che incoraggiare la crescita della società. Basti pensare alle ultime dichiarazioni del Segretario di Stato vaticano, Bertone, che mette in relazione una naturale variante del comportamento sessuale umano come l’omosessualità e un reato odioso come la pedofilia.

Con la sensazione che questo venga fatto per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle gravissime colpe della Chiesa Cattolica nell’occultare i casi di pedofilia al proprio interno. Dichiarazioni che nessun esponente politico italiano ha voluto contrastare dimostrando di allinearsi a quella parte di società violenta, omofobica, razzista e sessista che continua a discettare non su come riconoscere fondamentali e innegabili diritti, ma sul se riconoscerli. Corriamo quindi sempre più il rischio di allontanarci culturalmente e giuridicamente da un’Unione Europea che da decenni ormai persegue politiche di uguaglianza e di lotta alla discriminazione per questioni di orientamento sessuale e identità di genere.

Pretendiamo di essere cittadine e cittadini al pari di tutti gli altri, perché un diritto in più per chi ne è ora privo non significherà mai un diritto in meno per qualcun altro.

I DIRITTI SI SOMMANO, NON SI SOTTRAGGONO. PER QUESTO CHIEDIAMO:

• L’applicazione delle risoluzioni dell’Unione Europea in materia.

• L’inclusione di omofobia, lesbofobia e transfobia nelle fattispecie elencate dalla legge Mancino, per introdurre così l’aggravante nel nostro codice penale.

• Che il parlamento italiano legiferi per il riconoscimento delle coppie di fatto.

• Che tutte le amministrazioni della nostra regione assumano delle specifiche delibere antiomofobiche impegnandosi a non finanziare iniziative di segno opposto.

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