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| Mestre: «Voglio essere libero», rivive il mito Nureyev |
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| Michele Merola al Toniolo di Mestre, omaggio video a Balanchine |
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| Venerdì 07 Maggio 2010 |
| di La Nuova Venezia |
| in Appuntamenti |
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Ultimo appuntamento della 12ª edizione di «Verso l’universo», la rassegna internazionale di danza d’autore promossa e organizzata al teatro Toniolo di Mestre dalle Produzioni culturali e Spettacolo del Comune con Arteven. Domani alle 21 la compagnia DCE Danzitalia è in scena nello spettacolo Voglio essere libero, coreografia di Michele Merola su musiche originali di Valter Silivotti, regia di Walter Mramor, con il soprano Franca Drioli - canta testi poetici del goriziano Carlo Michelstaedter, del russo Sergej Esenin, di Srecko Kosovel, scrittore dell’ex Jugoslavia, tre terre di confine, quindi di frontiera e nostalgia - e il Coro dei Piccoli Cantori Veneziani diretto da Diana D’Alessio. La storia «cantata» dalla coreografia di Merola - napoletano «adottato» da Reggio Emilia - è l’addio di Rudolf Nureyev all’Unione Sovietica e il suo passaggio all’Occidente, il 17 giugno 1961 all’aeroporto Le Bourget di Parigi. Rudik si gettò letteralmente tra le braccia della Gendarmerie chiedendo asilo politico, mentre il suo aereo era pronto a decollare per l’Unione Sovietica. Alla base del gesto, secondo la biografia del grandissimo ballerino russo scritta da Julia Kavanagh, ci sarebbe anche la storia d’amore per un ballerino di Berlino Est, Teja Kremke, passione proibita nell’Urss anche perché amore omosessuale, punito con la galera. Rudik non avrebbe mai più rivisto il suo amore, Teja sarebbe morto a Berlino qualche anno dopo in circostanze poco chiare. «Voglio essere libero» è il grido di Rudik in quella fuga. Dice Michele Merola: «Danzare per qualcuno è un regalo, danzare di qualcuno è riconoscenza, danzare nel ricordo è tenere fede a un’intima promessa»; il coreografo parla di «destini cambiati, coraggio, sfida per il sogno». Il sogno di Rudolf Nureyev è danzato da nove ballerini. Alle 20.20 nel foyer del Toniolo, Roberto Lamantea presenta Voglio essere libero.
Alle 21, prima di Merola, per il progetto Supporter Danza per i giovani autori, Cesare Benedetti, della compagnia Fattoria Vittadini, presenta il solo Prologo (7’).
Si chiude anche «Lo schermo danzato», il pomeriggio di videodanza, sempre nel foyer, che quest’anno è stato una monografia sui Ballets Russes nel centenario della compagnia di Diaghilev. Alle 17 il critico Roberto Lamantea presenta Il figliol prodigo, la coreografia tratta nel 1929 - l’anno della morte di Diaghilev - da George Balanchine dall’apologo evangelico (Luca 15, 11-32) e ripresa dal coreografo russo-americano nel 1978 con Micha Baryshnikov e il New York City Ballet in una versione televisiva che è quella che sarà proiettata domani al Toniolo. Il fantastico ballerino russo è qui in una delle stupende prove che ne hanno consacrato il mito. Saranno proiettate altre cinque brevi coreografie sempre con il NYBT: Chaconne da Orfeo ed Euridice di Gluck; Ballo della Regina dal Juan Carlos di Verdi; Il soldatino di stagno dalla fiaba di Andersen, la musica è Jeux d’enfants di Bizet; Élégie, musica di Cajkovskij e, sempre del compositore russo, Pas de deux, tutti lavori di una bellezza assoluta.
Biglietti 25/20 euro, l’ingresso alla proiezione del pomeriggio è libero. Informazioni alla biglietteria del Toniolo (041-971666, orario 11-12.30, 17-19.30), da Arteven (041-5074711), o allo 041-3969220/230. Schede e foto degli spettacoli al sito www.teatrotoniolo.info. Questo articolo ha ricevuto 284 visite.
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