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| BresciaDante e l’omossesualità secondo Onorati |
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| ALLA FELTRINELLI. Presentato da «Orlando» |
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| Lunedì 30 Novembre 2009 |
| di Bresciaoggi |
| in Appuntamenti |
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L'attualità di Dante; l'apertura a temi anche delicati e discussi. Di questo tratta il saggio di Aldo Onorati «Dante e l'omosessualità - L'amore oltre le fronde» (Anemone Purpurea, pp. 99, euro 12) che sarà presentato a Brescia oggi alle 18 alla libreria Feltrinelli - dal gruppo Orlando Arcigay per ricordare i 15 anni di attività. Con Andrea Zucchini e l'autore, sarà presente Daniele Priori, il curatore della collana «Edizione Straordinaria», che nella prefazione sottolinea l'anima laica del divin poeta, cristiano trasgressivo pronto a riconoscere - «sette secoli prima del 2000» - pari dignità all'amore tra uomini.
L'attenta lectura Dantis di Onorati lo dimostra, con un puntuale commento al canto XV dell'Inferno, dove campeggia la figura di Brunetto Latini. Maestro anche di morale, padre spirituale di Dante, è collocato nel girone infuocato e colpito dalla pioggia incandescente che, nel settimo cerchio, punisce i violenti contro natura. Per la morale ufficiale la sodomia è un male mortale, e merita l'eterna pena.
Lo vuole la Giustizia della Chiesa; il poeta trecentesco l'accetta. Eppure, quando il discepolo Dante incontra il maestro - dopo lo stupore iniziale («Siete voi qui, ser Brunetto?») - non esita a seguire il suo cuore: affetto, ammirazione, riconoscenza. Ser Brunetto, omosessuale, resta grande e degno di riverenza («Dante gli dà del voi, come a Farinata e Cavalcante, come a Beatrice e a Cacciaguida»). Il Peccato passa in secondo piano; è l'uomo con le sue virtù e le sue debolezze, a interessare Dante.
Dal poeta-pellegrino nessuna condanna; anzi un moto di simpatia, di filiale comprensione. E ammirazione per le doti umane, intellettuali e morali del letterato. P.M. Questo articolo ha ricevuto 159 visite.
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