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| Milano, le nozze di Sodoma |
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| Oggi alle 21. Intervengono Persio Tincani, Franco Grillini e Paolo Rumi |
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| Giovedì 07 Maggio 2009 |
| di Comunicato stampa |
| in Appuntamenti |
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Giovedì 7 maggio 2009, ore 21.00, presso la libreria ShaKe - Interno 4, viale Bligny 42 (Milano, zona P. Romana, MM3)
Dibattito sui matrimoni omosessuali in Italia e presentazione del libro “Le nozze di Sodoma” di PERSIO TINCANI (L'Ornitorinco Edizioni). Intervengono, oltre all’autore, FRANCO GRILLINI e PAOLO RUMI.
Il libro
Il libro si divide in due parti. Nella prima parte, discuto le ragioni giuridiche – di livello della legge ordinaria e di livello costituzionale – in base alle quali il matrimonio omosessuale è una figura giuridica pienamente compatibile con il diritto italiano. Guardando alle norme del diritto civile, infatti, non si trova alcun esplicito impedimento alla possibilità di unire in matrimonio persone dello stesso sesso. L’impedimento, per dir così, dipende da una interpretazione delle norme vigenti condizionata dal pregiudizio che il matrimonio civile sia una sorta di facsimile del matrimonio religioso cattolico, quasi che la differenza tra l’uno e l’altro fosse tutta nel fatto che uno è celebrato dal sindaco e l’altro dal prete. Anche la mia, beninteso, è un’interpretazione, dato che una norma esplicita in un senso o nell’altro non c’è. Ma si tratta di un’interpretazione molto più ragionevole e lineare di quella alla quale saremmo costretti per sostenere le ragioni dell’impossibilità.
Nella seconda parte affronto argomenti di politica legislativa e di filosofia morale. Esistono ragioni serie e argomentabili in base alle quali si può sostenere l’inopportunità o l’illegittimità morale del riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso? Dalla discussione dei principali argomenti contrari (argomento del danno, argomento dell’offesa, argomenti estetici, argomento del disgusto), la risposta deve essere negativa. Anzi, le ragioni più importanti a sostegno della legittimità del matrimonio omosessuale sono proprio ragioni morali, in base alle quali non è mai legittimo proibire (o non permettere) comportamenti che non causano un danno ai diritti.
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